La preparazione galenica per un farmaco “personalizzato”

herbs, mortar, pestle and a bottle of capsulesLa preparazione galenica può sembrare a prima vista solo un ritorno al passato; invece ha una sua precisa ragione ed importanza in quanto consente al paziente di disporre di un medicinale “personalizzato” quando, per svariati motivi, l’industria farmaceutica non è in grado di soddisfare una sua particolare esigenza. Un tempo infatti sino a tutto il 19° secolo ed ai primi trent’anni del 20°, la maggior parte dei rimedi venduti in farmacia venivano composti direttamente dal farmacista conferendo così allo stesso la figura professionale di preparatore tecnico piuttosto che dispensatore di farmaci. Oggi tale pratica è molto meno diffusa ed anche le capacità di “preparare” da parte dei farmacisti.

Ciò nonostante, il farmacista in alcuni casi ha conservato il suo ruolo di preparatore di prodotti medicinali, seppure nell’ambito di particolari disposizioni legislative. Infatti, oggi chi allestisce preparati si deve munire di particolari attrezzature oltre a quelle naturalmente incluse nella lista della tab. 6 della Farmacopea Ufficiale Italiana. Tra le ragioni per cui un medico ricorre a preparazioni estemporanee, c’è l’esigenza di utilizzare particolari preparazioni non disponibili nella corrente produzione industriale che, per il tipo di formulazione qualitativa e quantitativa sono ritenute necessarie e/o talvolta insostituibili per soddisfare protocolli di terapia messi a punto per patologie che prevedono trattamenti personalizzati, elaborati in funzione di numerosi parametri che generalmente sono molto variabili da paziente a paziente.

La terapia del dolore è tra quelle che si avvale di trattamenti farmacologici “personalizzati”. Questi trattamenti sono efficacemente ottenuti mediante preparazioni estemporanee, frutto di un rapporto di costante collaborazione professionale tra medico e farmacista. Le possibilità sono molteplici: basti pensare ai farmaci Orfani non più reperibili cioè di medicinali per malattie rare, o comunque che non vengono prodotti dall’industria perché non remunerativi. Medicinali instabili: l’instabilità chimica o fi sica di un principio attivo non consente all’industria farmaceutica di produrlo per via dei tempi di latenza legati alla commercializzazione, al contrario del preparato in farmacia che è estemporaneo e viene utilizzato subito dopo la preparazione. Esiste inoltre la possibilità di variare la forma farmaceutica o di creare associazioni di principi attivi, di variare gli eccipienti, di realizzare placebo eccetera.

 

Dott. Alberto Faggin
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