Massimo Bergamin, un sindaco già al “super” lavoro

massimo bergaminSolo un anno fa Massimo Bergamin viveva “esiliato” a Padova. Una scelta volontaria intrapresa dopo essere stato espulso dall’allora capo della Lega Nord veneta Flavio Tosi. In poco meno di un anno, però, la situazione è più che cambiata e non è un azzardo dire che si sia addirittura ribaltata. Bergamin, infatti, non solo è rientrato nella Lega Nord (dalla quale Flavio Tosi è stato a sua volta espulso) ma è tornato nel capoluogo passando dall’ingresso principale: lo scorso 14 giugno è stato eletto sindaco di Rovigo contro tutte le aspettative e i pronostici di inizio campagna elettorale che, dopo il fallimento della giunta Piva e di un centrodestra diviso e litigioso, davano per certa la vittoria del centrosinistra guidato dal Pd di Nadia Romeo, vincitrice delle primarie di febbraio.

Invece, alla fine, Bergamin ha messo nel sacco una vittoria schiacciante: con 10.264 voti (pari al 59,72%) si è imposto al ballottaggio su Nadia Romeo che si è fermata a 6.923 (il 40,28%) con un’affluenza alle urne ai minimi storici (hanno votato 18.073 rodigini su 42.359 aventi diritto, pari al 42,66%). Dal giorno della vittoria alle elezioni, il neosindaco si è messo a lavorare senza sosta: dal proprio ufficio di palazzo Nodari ha preso in mano le redini del Comune e ha messo sul piatto una serie di questioni sulle quali è deciso ad intervenire “per far ripartire la città”. Uno dei primi temi affrontati è stato quello delle pistole in dotazione alla Polizia locale (Vedi in particolare articolo a pagina 6, ndr). Sulla questione rifiuti, invece, il primo cittadino di Rovigo non ha perso tempo ed è passato subito all’azione. Con un telegramma ai presidenti delle società Ecoambiente e Consorzio Rsu ha stoppato l’iter di fusione dei due enti ben sapendo che il parere del Comune capoluogo, per una questione di quote, è vincolante. “L’ho fatto – ha spiegato – per leggere le carte e prendere visione della situazione. Non do niente per scontato. Stiamo parlando di decisioni che riguardano tutti i cittadini del Polesine e che riguardano 50mila tonnellate di rifiuti che transiteranno nel territorio provinciale”. E mentre sottolinea come una delle sue priorità sia quella di “ascoltare tutti i cittadini, specie quelli in difficoltà, che non abbiano paura di chiedere aiuto”, dal suo ufficio passano altre decisioni importanti come la questione della viabilità cittadina, con una nuova soluzione da trovare per il traffico di viale Trieste, il Corso del Popolo “aperto fino alle 20. Chiuso la notte e dal sabato alle 13 fino al lunedì mattina”. Infine, c’è la partita delle società partecipate, con il rinnovo dei vertici di alcune delle più importanti, come l’Iras e l’Interporto guidato dal leghista Antonello Contiero ma che, stando alle parole del sindaco, non sarà riconfermato: “Chi non ha portato risultati – ha aggiunto – ne deve rispondere. Un cambio di passo è inevitabile”. E’ già accaduto a livello regionale.

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