Mirano, il Comune mette il silenziatore alla movida

la festa ai bagni 64Il Comune mette il silenziatore alla movida: a Mirano varata l’ordinanza estiva che vieta musica alta e comportamenti molesti fino a tardi. Il provvedimento, entrato in vigore il 1 giugno è stato deciso dalla giunta “per prevenire e reprimere gli schiamazzi e i rumori molesti prodotti dai pubblici esercizi”. L’ordinanza stabilisce, su tutto il territorio comunale, il divieto di schiamazzi e rumori molesti prodotti da locali o altre attività rumorose e di qualsiasi azione che possa disturbare la quiete notturna. A differenza degli anni scorsi, non varrà solo per i mesi estivi, ma resterà in vigore fino a modifica o revoca. In particolare sono vietati, dalle 22 alle 7 del giorno successivo, i comportamenti che sono fonti e causa di suoni e musica, schiamazzi, assembramenti chiassosi, rumori molesti anche derivanti da un utilizzo emulativo dei veicoli, occupazioni improprie della sede stradale e degli spazi con limitazioni o intralci alla libera circolazione attraverso il consumo sul posto di alimenti e bevande, con abbandono senza riguardo dei contenitori. I gestori degli esercizi pubblici, di spettacoli, di sale per attività sportive e di circoli privati devono attuare ogni comportamento utile a contenere gli schiamazzi degli avventori, in particolare nelle aree esterne al locale predisposte per l’attività, adiacenti o pertinenti.

I locali nei quali si svolgono le attività devono inoltre essere strutturati in modo tale da non consentire a suoni e rumori di essere uditi all’esterno dopo orari prestabiliti e in particolare: dal lunedì al giovedì dopo le 22, venerdì e sabato dopo le 23.30, domenica dopo le 22.30. Prima di tali orari dovranno essere rispettati i limiti previsti dal piano di zonizzazione acustica e, in ogni caso, non disturbare la quiete pubblica. E’ vietato, se non espressamente autorizzato, l’utilizzo di impianti per la diffusione sonora o di immagini nelle aree esterne al locale. Inoltre, per eliminare gli inconvenienti relativi all’abbandono dei bicchieri e altri contenitori per alimenti, gli esercizi pubblici sono obbligati a pulire, entro un’ora dalla chiusura, i residui di consumazioni dal suolo pubblico davanti i locali, nel raggio di venti metri dalla soglia o dal perimetro delle pertinenze. Le violazioni all’ordinanza saranno salate. E’ prevista, infatti, una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 25 euro e un massimo di 500, con le seguenti modalità: 100 euro alla prima violazione, 200 alla seconda, 500 per ogni violazione successiva alla seconda. In caso le violazioni siano ripetute due volte, o quando siano commesse direttamente dall’esercente di un pubblico esercizio, il sindaco potrà disporre anche la chiusura del locale per tre giorni. Secondo il Comune, il provvedimento risponde alle numerose lamentele pervenute dai cittadini per ripetuti episodi di schiamazzi e di disturbo della quiete, specie in ore notturne, concentrati soprattutto attorno ai locali della “movida”. “L’ordinanza si è resa necessaria per salvaguardare la quiete pubblica, assicurando fasce orarie di rispetto tali da contemperare le esigenze abitative e di soggiorno con quelle di svago o intrattenimento e quelle delle attività economiche e lavorative”, spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello. Insomma, questa estate chi ha voglia di fare baldoria dovrà stare attento.

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