Pubblicizzare una prestazione medica: giusto o sbagliato?

smile_nNell’articolo precedente, abbiamo visto come anche il settore odontoiatrico, negli ultimi anni, si stia fornendo di nuovi strumenti per attirare il pubblico e allargare la platea dei clienti/pazienti. Lo slancio a queste nuove strategie e’ stato dato da vari fattori, in primis la crisi economica che ha ‘obbligato’ molti professionisti a ricercare nuovi modi di approccio al cliente, secondariamente l’afflusso di capitali esterni al settore da parte di imprenditori e gruppi che hanno visto nel dentale un potenziale business, terzo elemento il cambiamento della legislazione che permette la pubblicità sanitaria. Sarà capitato a tutti di vedere vari tipi di pubblicità di vari gruppi, professionisti, società, viaggi all’estero verso l’est Europa o il famoso ‘Low cost’.

Tutti questi nuovi sistemi, stanno di fatto creando molta disinformazione e confusione verso l’utente finale che alla fine si trova a dover gestire molte informazioni ‘urlate’, per non parlare dei prezzi delle prestazioni che vengono propagandati, con vari programmi legati a fidelizzazione, cards, punti, sconti, paghi 2 compri 3 etc. Si sta cercando insomma di produrre tutto quel volume di messaggi tale da convogliare il paziente verso scelte che abbiano come presupposto il vantaggio economico.

Il problema sorge proprio qui, è possibile reclamizzare una prestazione medica che riguarda la salute e il benessere del paziente, con metodi che di solito si impiegano nella grande distribuzione e riguardano prodotti standard?

Sì, perché, se e’ vero che una scatoletta di tonno dello stesso produttore e dello stesso peso può essere confrontata nel prezzo, e’ altrettanto vero che una prestazione medica, odontoiatrica nella fattispecie, contiene talmente tante e tali variabili (professionalità di chi la esegue, materiali, Metodi, tempi di esecuzione, variabilità della situazione del paziente, richieste individuali, etc) che di fatto non la rendono generalizzabile! Appare chiaro quindi che il paziente va visto e valutato, e il paziente deve vedere e parlare con chi gli eseguira’ la prestazione. La determinazione di prezzi, per non dire di sconti e quant’altro, determinati a priori per tutti a prescindere dalla conoscenza dei singoli casi, e quindi pubblicizzati, appare come un modo poco rispettoso della professionalità del medico, dei bisogni dei pazienti, e non giova di certo al conseguimento di un buon rapporto medico/paziente che resta alla base della buona riuscita delle prestazioni. Pubblicità inverosimili, proponenti prestazioni strabilianti a costi impossibili non fanno altro che aumentare la confusione nei pazienti, rendendoli (giustamente) sempre più scettici, meno collaborativi, e più inclini alla controversia.

Dr. Massimiliano Veronese
Studio dentistico
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