Salzano, cittadinanza plurale e inclusiva a 53 bambini stranieri

Cittadinanza Inclusiva 2Si è tenuta a giugno nel palazzetto PalaPM di Salzano, la consegna della “Cittadinanza plurale e inclusiva” a 53 bambini stranieri, tra i 6 e i 13 anni, che frequentano l’istituto Comprensivo “Dante Alighieri” e che sono residenti stabilmente nel Comune di Salzano. Un gesto, questo, che segna una tappa fondamentale per il Comune di Salzano, unico comune in tutta Veneto ad attuare un’iniziativa come questa, e che comunque risulta da anni impegnato sul terreno dei diritti umani e della cittadinanza, in particolare dal 2001, quando ha aderito al Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Il conferimento della cittadinanza plurale e inclusiva sancisce appieno l’ordine del giorno già approvato lo scorso consiglio comunale. La duplice denominazione di questa cittadinanza vuole sottolineare in modo ancora più marcato il senso di integrazione oramai insito nei cuori dei cittadini. Infatti l’aspetto “plurale”, sta ad indicare e ricordare che questi bambini e bambine hanno già una cittadinanza di nascita, nazionale, alla quale si aggiunge l’aggettivo “inclusiva”, per sottolineare la volontà di includere questi bambini nella comunità salzanese.

La cerimonia, molto sentita e apprezzata dai cittadini e dalle autorità, ha assunto da subito un clima di festa pur rimanendo dal carattere solenne. Il PalaPM, pieno di studenti, insegnanti e genitori, ha applaudito e incitato i ragazzi che hanno ricevuto la cittadinanza salzanese, alla presenza della vicesindaco Sara Baruzzo, della vicepreside Manuela Bernardi, del coordinatore del Ccr Elia Stevanato, e di tre ospiti di tutti riguardo come il professor Antonio Papisca e il professor Marco Mascia del Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova e di Flavio Lotti, direttore del Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e i Diritti Umani. Il sindaco Alessandro Quaresimin ha chiamato uno per uno i giovani cittadini del mondo, e ha consegnato a ciascuno di loro il Certifi cato di Cittadinanza plurale e inclusiva a nome dell’intera comunità e con “spirito di fratellanza”. “Il momento, molto toccante – ha commentato Sara Baruzzo – è stato seguito con attenzione da tutti i presenti, e certamente resterà impresso nell’immaginario dei ragazzi come azione simbolica ricca di significati. Tra i tanti slogan lanciati durante la mattinata, voglio ricordarne uno, particolarmente efficace che riassume in sé l’insegnamento che tutti noi abbiamo portato a casa: ‘chi semina diritti raccoglie cittadinanza’, dove l’essere cittadino esprime in modo pieno la dignità dell’uomo dovunque egli viva e qualunque sia la sua origine o nascita”.

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