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Camponogara, una variante contro la cementificazione

centro di camponogaraIl Comune di Camponogara ha presentato, lo scorso luglio, la seconda variante al PI (Piano degli Interventi). Tra i principali obiettivi: la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale e ambientale; incentivare la realizzazione di interventi ad elevata sostenibilità ambientale. Di notevole interesse anche la riqualificare della struttura insediativa esistente del centro capoluogo e delle frazioni; il riconoscimento e riordinamento dei sistemi insediativi lineari sviluppatesi lungo i principali assi stradali, soddisfare i fabbisogni residenziali e le esigenze espresse della popolazione attuale. I contenuti del PI sono organizzati nei sistemi: ambientale e paesaggistico, insediativo, e relazionale.

Per ciascun sistema sono definite specifiche regole operative. Dalla analisi degli interventi si ricavano le principali caratteristiche della variante: la riconversione da terreno edificabile a zona agricola pari a 80 mila metri quadrati, cancellando una volumetria di nuova edificazione pari a complessivi 500 mila metri cubi, e lo stralcio della previsione del parco commerciale di Calcroci, che prevedeva l’edificazione di un’area di circa 140 mila metri quadrati. “La volontà di una drastica riduzione della volumetria è dovuta, oltre alle richieste dei cittadini, anche dall’attenzione dell’amministrazione di rispondere all’impegno programmatico preciso – dice il sindaco Gianpietro Menin. Una consistente riduzione del consumo di suolo non era mai avvenuta nei precedenti strumenti urbanistici. Credo sia un buon inizio, dove anche altri potrebbero creare strumenti che vadano nella stessa direzione”. La nuova edificazione troverà integrazione con ampie aree a verde pubblico, al fi ne di rendere meno impattante con il territorio la presenza degli edifici. “Con la crisi economica l’edilizia si è bloccata, e adesso c’è la tendenza a restituire le aree al verde – dice l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Fusato. E’ finito il business degli appartamenti e le banche non concedono prestiti per finanziare nuovi cantieri.

Bisognerà aspettare del tempo perché la domanda riprenda. Purtroppo i comuni sono costretti ad applicare delle tasse come l’Imu e la Tasi, che incidono parecchio nelle tasche dei cittadini. Il nostro comune, per quanto riguarda la Tasi, ha applicato le aliquote più basse della Riviera del Brenta con l’1,55 per mille. Siamo preoccupati per il bisogno di manutenzione degli edifici pubblici, soprattutto per quanto riguarda le scuole, non riusciamo a fare interventi a causa del patto di stabilità che ci lega le mani”. In effetti la crisi economica, che sembrava dover durare pochi mesi, si è protratta per una decina di anni, e i comuni hanno affrontato delle difficoltà importanti per amministra re e per la manutenzione di tutte le parti pubbliche. Resta da sperare che l’austerità non continui, e che lo Stato centrale decida di prendere in mano la situazione, e fare qualcosa per cambiare la situazione critica dei comuni italiani.

Roberta Pasqualetto

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