Home Riviera del Brenta Riviera Est Il professor Montefusco, cervello in fuga che l’università ha riportato a “casa”

Il professor Montefusco, cervello in fuga che l’università ha riportato a “casa”

antonio.montefuscoA volte ritornano. Sono i cosiddetti “cervelli in fuga” che, di rado ma qualche volta succede, ritrovano la strada di casa e le giuste condizioni per poter svolgere il proprio qualificato e prestigioso lavoro in patria. Racconta una storia di fuga, inizialmente, e “ritorno” il professor Antonio Montefusco, giovane filologo e storico medievale che da anni conduce le proprie ricerche e i propri studi tra Parigi e Dusseldorf e che avrebbe continuato la propria attività di docente all’estero se l’Università Ca’ Foscari di Venezia non lo avesse “riportato” in Italia, offrendogli una cattedra come professore associato in Filologia medievale e umanistica. Una “importazione” di eccellenze che l’ateneo della città lagunare ha potuto realizzare con una prestigiosa borsa di ricerca europea, dello European Research Council, che il professor Montefusco ha vinto grazie ad un progetto sul plurilinguismo nell’Italia dell’età di Dante. Nel bando 2014 i progetti valutati sono stati 3.273, Montefusco è tra i 375 che sono stati finanziati. Altri 35 progetti erano d’origine “italiana” anche se in molti sono dei “cervelli già in fuga” o che lo saranno, dopo aver ottenuto il finanziamento europeo, andando a lavorare all’estero e portandosi con sè anche i propri progetti di ricerca. Non così per Montefusco, “intercettato” e “reclutato” dall’università veneziana che da tempo opera la propria selezione del personale docente anche con il criterio di frenare la copiosa emorragia di giovani studiosi dal profilo elevato e di esperienza che spesso in Italia non trovano adeguata attenzione.

“Abbiamo riservato – spiega il rettore, professor Michele Bugliesi – una quota signifi cativa delle risorse allo sviluppo strategico di particolari settori disciplinari anche attraverso la formula delle chiamate dirette di studiosi con esprienza internazionale o di studiosi che siano risultati vincitori di fi nanziamenti nell’ambito di specifici programmi di ricerca di alta qualificazione”. Come nel caso di Montefusco. La dura selezione dello European Research Council ha permesso all’ateneo di assumere il professoee per chiamata diretta. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha autorizzato la chiamata e inoltre fi nanzierà il 50 per cento del costo della posizione da professore. Montefusco lascerà così il ruolo di “Alexander von Humboldt” fellow alla Heinrich Heine University di Dusseldorf e non traslocherà, come inizialmente previsto, alla parigina Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales. Ha scelto invece di tornare in Italia, a Venezia, dove porterà in dote il milione e mezzo di euro finanziato dall’Europa. La borsa gli permetterà di creare il team multidisciplinare di ricercatori necessario a portare avanti il progetto quinquennale.

“La modalità di reclutamento – commenta il professor Montefusco relativamente alla sua “chiamata” alla Ca’ Foscari – basata sui progetti innovativi è qualcosa di importante che può immettere fattori di cambiamento dall’interno nel tradizionale sistema universitario italiano. Mi piace anche l’idea che un ricercatore possa avere l’opportunità di tornare nel sistema universitario in cui ha studiato per spendere le proprie competenze migliorate all’estero”.

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