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La mamma più sveglia d’Italia   

“I miei figli dicono che sono la mamma più sveglia d’ Italia” così una brava e simpatica insegnante di Liceo ebbe modo di dichiarare ad un folto pubblico riunito presso l’ Accademia dei Concordi durante un Convegno. Aggiungendo subito dopo che la frase non era certo riferita alle sue capacità intellettive o intuitive (anche se non ci sarebbe stato nulla di strano considerata la sua preparazione professionale e quel malcelato senso di curiosità che le balenava in occhi profondi e vivaci) ma bensì ad una amorevole presa in giro da parte dei suoi rampolli dovuta al fatto che per anni era stata perennemente in stato di veglia sia durante le ore diurne che notturne essendo affetta da una forma di insonnia che non le lasciava che pochi istanti di sonno ristoratore, spesso sotto forma di dormiveglia, che ebbe a quantificare in minuti e non certo in ore. Ovviamente il Convegno trattava il tema dell’insonnia e, oltre alla professoressa citata vi erano personalità scientifiche particolarmente esperte sull’argomento.

Questo episodio mi è tornato alla mente, anche perché ne fui coinvolto personalmente essendo stato chiamato ad introdurre l’argomento e a fare da moderatore e da discussant, in questi giorni in cui i meteorologhi preannunciano una delle estati più calde, afose e “lunghe” degli ultimi anni e molte persone già si rivolgono al proprio medico curante chiedendo un qualche rimedio per qualche ora di sonno che restituisca una certa tranquillità e un certo senso di benessere distraendo quella irascibilità e “fiacchezza” che quasi sempre si accompagna a questa condizione. Dormire è una esigenza primaria del nostro organismo e dormendo se ne va circa un terzo della nostra vita, passando dalle 18-20 ore di sonno del neonato alle 4-5 ore che possono esser sufficienti ad una persona adulta, purchè vi sia una qualità del riposo che determini effetti benefici sul piano psicofisico. L’insonnia corrisponde infatti ad una alterazione dell’equilibrio sonno-veglia che provoca spossatezza,irascibilità,difficoltà di concentrazione e influisce negativamente sulla vita di relazione. L’ insonnia in rapporto alle sue variabili può esser classificata in base ad almeno tre criteri: la durata,le cause possibili,e la tipologia delle manifestazioni. Riconosciamo una insonnia “di circostanza”, caratterizzata da episodi isolati,di solito di breve durata, che compare in periodi di particolare stress;una insonnia “transitoria” che dura generalmente meno di tre settimane e spesso si risolve spontaneamente e una forma “cronica” che dura più di tre settimane e richiede cure specifiche. Viene definita “primaria” quando non se ne conoscono le cause e “secondaria” quando è riconducibile a riconosciuti fattori scatenanti. Può assumere la forma di “insonnia iniziale” quando è difficoltoso l’ addormentarsi; “centrale” quando i risvegli sono frequenti e è difficile riaddormentarsi;”terminale” quando il risveglio è molto precoce ed è impossibile riaddormentarsi (questa forma è spesso associata a sindromi depressive).

Nella maggior parte dei casi all’ insonnia si può porre rimedio adottando buone regole che vanno sotto il nome di “igiene del sonno”, in particolare:andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora; evitare cene abbondanti e cibi grassi, meglio carboidrati come la pasta, il riso, il pane, l’orzo o latte e latticini che contengono L-triptofano,un aminoacido che stimola la sintesi della serotonina il neurotrasmettitore che favorisce il rilassamento dell’organismo; evitare alcoolici e bevande eccitanti come caffeina, cola,tè e energy drink; non usare smatphone,tablet e pc; l’ attività fisica fa bene alla salute ma prima di mettersi a letto può creare difficoltà ad addormentarsi per via dell’adrenalina che il movimento fisico libera nell’ organismo; evitare di fumare, il fumo non rilassa e la nicotina può creare delle microcrisi di astinenza nel pieno del sonno; cercare di ridurre al minimo i rumori e l’illuminazione della stanza in cui si dorme. Se nonostante questi rimedi l’ insonnia persiste è bene rivolgersi al proprio medico per la cura del caso, senza dimenticare che diversi farmaci possono provocare insonnia e che l’insonnia può rappresentare un sintomo indicativo di un’ altra patologia. Per soddisfare la curiosità del lettore dirò che la brava insegnante riuscì a trovare il rimedio efficace alle sue notti insonni perdendo così il titolo di “mamma più sveglia d’ Italia”.
Francesco Noce
Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo