La siccità dimezza i raccolti

 

raccolta maisIl gran caldo che è imperversato per tutto il mese di luglio dimezzerà i raccolti in Riviera del Brenta. A causa della forte siccità il rischio di diffusione delle aflatossine nelle colture, è elevatissimo. Da parte della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e anche da parte di Coldiretti intanto arrivano appelli. “L’ondata di calore cui è sottoposto il Veneto – spiega Luca Lazzaro responsabile bonifica Cia Venezia – ha messo a dura prova le aziende agricole soprattutto in Riviera del Brenta: è necessario ripristinare il più presto possibile i livelli idrici dei canali di irrigazione, per non dover fare i conti con quanto già visto nel 2003, 2007 e 2012”.

La zona più colpita dalla siccità delle scorse settimane è quella centrale della provincia, localizzata tra i comuni di Fossò, Dolo, Camponogara Campagna Lupia, Campolongo Maggiore e Mira. Lazzaro va nel dettaglio del problema. “La siccità – continua – che ha colpito dapprima i terreni più sabbiosi, ma si è espansa anche agli altri, e quel che è peggio è che molto spesso manca l’acqua per l’irrigazione. Alla scarsità di afflusso idrico di questa stagione, si affi ancano spesso lavori lungo i fiumi che ne riducono le portate, o mantenimento dell’acqua nei bacini per scopi idroelettrici. Se la situazione non verrà invertita nel medio periodo, permettendo almeno di irrigare, i danni per le aziende agricole saranno ingentissimi, dato che l’onda di calore è cominciata molto presto, con riduzioni di produzione che potranno arrivare anche oltre il 40-50% per i seminativi, e pericolo di contaminazione da aflatossine per il mais è elevato”.

Anche per Coldiretti veneziana è importante che sia data continuità all’approvvigionamento idrico nelle zone della Riviera del Brenta sud. Nello specifico richieste di Cia Venezia, sono: una immediata, ed una nel lungo periodo. “Chiediamo – spiega Lazzaro – alla Regione di fare sinergia con gli altri enti preposti alla gestione dell’acqua, per dare priorità alle esigenze di chi sta subendo grosse perdite economiche, e non ha altro modo di ridurle, se non facendo ricorso all’irrigazione. In un’ottica di medio-lungo termine, è necessario poi accelerare l’iter di completamento dell’Idrovia Venezia-Padova. Un canale navigabile, che deve avere con una portata di 400-450 mc/ sec, perché possa essere usato come un grande bacino di invaso nei periodi di scarsità idrica. Ciò per non trovarci anche negli anni futuri nell’impossibilità per le aziende agricole di produrre reddito”.

 

Alessandro Abbadir

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