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Mira. Tornado, disseminate 160 tonnellate di eternit

amianto tornadoIl tornado lascia strascichi oltre le vite spezzate, feriti e case distrutte, anche in termini di pesante inquinamento ambientale. 160 tonnellate di eternit, infatti, si trovano sparse in Riviera del Brenta su una zona di una ventina di chilometri quadrati fra strade, aree private e campi. I depositi di Mirano e Dolo individuati per la raccolta dell’amianto si sono presto saturati, e c’è stato bisogno di altre destinazioni dove portare il materiale inquinante. Per bonifi care completamente tutta l’area ci vorranno mesi, se non anni. A tracciare questo quadro poco confortante è Veritas dopo il passaggio del tornado nelle zone di Cazzago di Pianiga, Dolo e Porto Menai di Mira.

Si stima da parte di Veritas che la quantità dispersa in aree agricole e aree private sia appunto complessivamente di 160 tonnellate di eternit. “Stiamo lavorando – spiega per Veritas, il funzionario Lorenzo Gallo – in stretto contatto con il dipartimento prevenzione dell’Ulss 13. Abbiamo dato incarico all’azienda “Nuova Amiat” di raccogliere e isolare tutto il materiale disperso dai tetti, e che si trovava all’interno di aziende in aree industriali. Tutto è stato messo dentro alle cosiddette big bag“. Veritas fa l’elenco delle strade che ha bonifi cato. A Mira: via Primo Maggio, via Maestri del Lavoro e laterali, e via Sambruson. A Cazzago di Pianiga: via Provinciale sud, via Seriola, via Volpino e tutte le laterali di via Provinciale sud. A Dolo il grosso del lavoro. “Abbiamo lavorato alacremente – spiega Veritas – in via Tito, via Martiri della Libertà, via Fratelli Bandiera, via Velluti, in via Carrezioi, in via Don Silvestro in via Meloni, in via delle Industrie, via Cazzaghetto, via Stradona e via Ca’ Tron, via dell’Artigianato”.

Il problema è che tutti i depositi individuati per lo stoccaggio dell’amianto volato via con il tornado, in poco tempo si sono saturati di materiale. “Quelli di Dolo e Mirano – spiega Gallo sono ormai zeppi, e i Comuni hanno chiesto alla Regione un decreto urgente per l’individuazione di una cosi detta discarica tattica, che si trova solitamente a Godega di Sant’Urbano nel trevigiano“. Un altro problema che si porrà nelle prossime settimane è, infatti, la netta separazione dell’amianto dai detriti e dal materiale inerte. Nella discarica tattica troverebbe posto proprio questo tipo di materiale. “Se una cosa l’ha dimostrata questo tornado – spiega Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia e vicepresidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 13 – è che va incentivata il più possibile la rimozione di tettoie e coperture in eternit, che sono ancora tantissime nelle nostre zone. Non basta l’inertizzazione, fatta con le speciali pitture“.

Il Comune di Mira nelle scorse settimane ha fatto uffi ciale richiesta alla Regione di un contributo di 300 mila euro per lo smaltimento dell’eternit. La questione della dispersione dell’amianto sta interessando sempre più, anche le associazioni del territorio che si sono sempre interessate al problema in modo specif co, come l’Ona (Organizzazione, nazionale amianto), che ha una sede distaccata proprio a Mira. “Vanno fatti nei prossimi mesi – spiegano dall’Ona – anche dei controlli sui terreni e falde acquifere per vedere fi no a che livello la disseminazione di amianto si è propagata nell’ambiente“.

Alessandro Abbadir

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