Mirano: Molini di sotto, recupero tortuoso

Molini ieri e domaniNuovo sviluppo nel tortuoso percorso di recupero del complesso dei Molini di Sotto, in centro storico. La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici ha dato il proprio parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica al progetto di recupero dell’area: il passo successivo è stato subito compiuto dall’ufficio comunale per la Pianificazione Territoriale e Beni Architettonici che nei giorni successivi ha rilasciato nel concreto l’autorizzazione. Concluse dunque, di fatto, le azioni che sono nelle facoltà del Comune: la decisione se realizzare o meno il progetto spetterà ora alla proprietà dell’area. Il progetto di recupero dell’area prevede la ricostruzione del volume del corpo principale dello storico edificio con tre piani fuori terra e quattro per la parte centrale, mantenendo le forometrie originali e riproponendone la partitura nella parte ricostruita così come appare documentato nelle foto storiche (anche la facciata, dunque, rimarrà come nel disegno originale)

. Il corpo edilizio più a nord si svilupperà su due piani fuori terra, in coerenza con l’impianto planimetrico del 1939. E’ prevista una destinazione d’uso residenziale, così organizzata: il piano terra dell’edifi cio principale sarà destinato ad autorimessa con accesso dal cortile interno; i piani superiori verranno destinati ad alloggi di ampie dimensioni alcuni su unico livello, altri su due o tre livelli; il corpo edilizio a due piani ospiterà un’abitazione. A completamento del recupero e della valorizzazione dell’area è prevista, a vantaggio di tutta la cittadinanza, la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale a ovest dell’intervento edilizio che darà accesso alle chiuse del Muson, e che potrà consentire il completamento dell’anello ciclo-pedonale da via Barche a via Bastia Fuori lungo l’argine del ramo Muson. E’ prevista inoltre la sistemazione della pavimentazione prospiciente via Barche.

In città cittadini e associazioni chiedendo di fare presto: il degrado a cui è sottoposto il complesso architettonico delle Barche è ormai vicino al crollo definitivo, un’eventualità che potrebbe provocare anche concreti rischi idraulici per il Muson, già soggetto a piene. A Mirano non si contano anche le prese di posizione, alcune spontanee, che chiedono di ripensarne l’utilizzo, oltre il recupero: molti cittadini chiedono che sia pubblico, non residenziale, magari con l’istituzione di una sede dedicata al digitale e all’innovazione (“Gruppo Molini digitali di Mirano” è il nome del gruppo dedicato comparso su Facebook), al posto dell’ennesima operazione immobiliare prevista in centro città.

Filippo De Gaspari

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