Movida, a Monselice scatta il coprifuoco: silenzio dopo mezzanotte

wpid-movida-2Siamo alle solite: l’estate porta tra i giovani tanta voglia di fare festa e l’inquinamento acustico diventa motivo di eterno scontro tra cittadini, baristi e avventori. Tanto che quest’anno il sindaco Francesco Lunghi e il suo vice Andrea Parolo hanno deciso di inviare un appello scritto a tutte le parti in causa. Una lettera per chiedere la collaborazione di tutti, esercenti ed avventori, al fine di rispettare le norme che disciplinano il disturbo della quiete pubblica, per garantire così una pacifica convivenza tra coloro che sono interessati allo svolgersi di attività commerciali e di svago e coloro che reclamano il rispetto delle esigenze abitative e del benessere psicofisico. Insomma una querelle destinata a tenere banco di anno in anno. “Ricordiamo – spiegano sindaco e vicesindaco – che il regolamento comunale in materia di inquinamento acustico consente l’utilizzo degli impianti installati sia all’interno che all’esterno dei pubblici esercizi, fino alle ore 24”. Insomma dopo la mezzanotte dovrebbe esserci silenzio.

“Dopo tale orario non è consentito tenere in funzione apparecchi acustici – continuano gli amministratori del Comune di Monselice – tale divieto trova riscontro anche negli articoli 29 e 30 del Regolamento di Polizia Urbana approvato con delibera di Consiglio Comunale di dicembre 2011. I regolamenti possono essere consultati sul sito del Comune di Monselice alla voce normativa comunale”. Il problema del rumore serale e notturno è talmente sentito che lo stesso primo cittadino ha ribadito la tolleranza zero nei confronti degli esercizi che non rispetteranno la norma. “L’inquinamento acustico – ribadisce Lunghi – viene percepito come una delle maggiori cause di disturbo della vita dei cittadini i quali richiedono interventi tesi alla limitazione degli effetti derivanti da sorgenti sonore potenzialmente inquinanti e pertanto le forze dell’ordine, in caso di accertate violazioni alle norme di legge su richiamate, sono tenute ad applicare le sanzioni previste”. Verrebbe da fare una considerazione: quando la musica viene spenta e il centro si svuota, i cittadini si lamentano della desertificazione delle piazze. E visti i risultati in altre città della provincia di Padova forse sarebbe meglio pensarci su almeno un po’.

 

Di
Emanuele Masiero

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