Oncologia, premio alla ricerca per una giovane di Limena

sara valpioneHa 32 anni, si è laureata in Medicina nel 2008 con il massimo dei voti, ha una specialistica in Oncologia. Sara Valpione, originaria di Padova e residente a Limena, è la ricercatrice prescelta dall’Esmo tra giovani oncologi di tutto il mondo per un progetto di studio sul melanoma. Ogni anno l’Esmo (European Society of Medical Oncology), bandisce la borsa di studio «Clinical Research Fellowship» a cui concorrono giovani oncologi di tutto il mondo.

Quest’anno, per la ricerca sul melanoma, c’era un solo posto disponibile: ad aggiudicarselo Sara Valpione, oncologa dello Iov, Istituto oncologico veneto, con sede a Padova. Il progetto presentato da Sara è stato giudicato il migliore e il più promettente fra tutti quelli proposti. I numerosi progetti arrivavano dai principali centri oncologici e di ricerca mondiali. La ricercatrice andrà a condurre il suo studio, per i prossimi dodici mesi, all’università di Manchester, sotto la guida del dottor Paul Lorigan, oncologo di fama mondiale, e con il professor Richard Marais. Un successo per Sara, preferita a tutti gli altri aspiranti, ma anche per l’Istituto Oncologico Veneto che si riconferma una fucina di talenti nella ricerca biomedica, a livello sia italiano sia europeo.

Il progetto proposto dalla dottoressa Valpione si propone, in primo luogo, di individuare quali fattori clinici potrebbero permettere di fare una prognosi precisa – e quindi di predire il successo o meno della cura – quando vengano usati i farmaci biologici, nei casi di melanoma caratterizzati da una mutazione del gene “Braf” (che sono circa il 50 per cento del totale) con metastasi. Riuscendoci, si potrebbero utilizzare meglio, cioè solo nei casi in cui siano realmente efficaci, questi farmaci che oltre ad avere un costo molto elevato sono spesso anche pesanti da sopportare per il paziente. In via collaterale Valpione porterà avanti un secondo studio sulla cosiddetta «biopsia liquida»: l’obiettivo è trovare le tecniche per valutare tramite il dna tumorale circolante nel sangue (sempre in casi di melanoma) la «quantità di malattia» presente, valore che oggi non è misurabile con le tecniche diagnostiche attuali.

Circa la metà dei melanomi con metastasi presentano una mutazione in un gene chiamato “Braf”, il quale inizia a codificare una proteina anomala che causa la proliferazione cellulare incontrollata. Una parte del progetto della dr.ssa Valpione sarà dedicato allo studio dei fattori prognostici clinici nei pazienti con melanoma metastatico trattati con terapia con inibitori specifici di “Braf”. Riguarderà pazienti sottoposti a un nuovo ciclo terapeutico dopo un’ interruzione. Sono previsti due studi pilota sul Dna tumorale delle cellule di melanoma circolante: con le informazioni che questo può fornire si spera di mettere a punto una metodica utile a stimare la «quantità di malattia», ossia a quanto ammonta in totale la massa di cellule cancerose che costituiscono il tumore primario e le diverse metastasi (oggi la precisione degli esami radiologici non è elevata) e per determinare precocemente la resistenza al trattamento. La consegna della borsa di studio avverrà a Vienna nel corso del prossimo European Cancer Congress (dal 25 al 29 settembre) a cui parteciperanno anche vincitori delle borse di studio nelle altre categorie (ricerca traslazionale, cure palliative ecc).

 

di
Nicoletta Masetto

Lascia un commento