Patologie Retiniche e Terapie Intravitreali

Quando si parla di retina ogni paziente “drizza le antenne” ed inizia un processo di attenzione sui sintomi e sulle possibili terapie delle più svariate malattie retiniche. In realtà, ciò di cui si parla frequentemente negli ultimi anni, riguarda una particolare categoria di patologie retiniche ossia le degenerazioni maculari senili. Questo problema ha assunto una rilevanza particolare in relazione all’invecchiamento della popolazione con le conseguenze che questo invecchiamento ha sui tessuti del corpo umano ed in particolare retinico. La parte centrale della retina è chiamata macula lutea, per il particolare colorito giallastro che presenta ed è la parte più nobile della retina stessa.
Quando un’immagine colpisce la macula, questa viene percepita a colori con la massima definizione possibile. I fotorecettori, chiamati Coni e Bastoncelli, sono disposti come un tappeto sulla superficie interna dell’occhio e sono collegati da una miriade di terminazioni nervose direttamente al cervello. Il nutrimento delle cellule retiniche e delle terminazioni nervose, avviene attraverso una struttura vascolare chiamata coroide, oltre ad una serie di vasi che sono disposti all’interno della retina stessa. La parte più importante è purtroppo la meno vascolarizzata e pertanto più soggetta ad un processo di invecchiamento. Le patologie degenerative senili retiniche sono tipicamente di due tipi, secche e umide. Nella forma secca il tessuto retinico si atrofizza e scompare; purtroppo questa forma ha una progressione e la chiazza di atrofia, allargandosi, riduce precocemente la visione centrale. Non esiste una terapia specifica per questa forma ma è invece fondamentale migliorare lo stile di vita e soprattutto camminare giornalmente con passo veloce al fi ne di migliorare la circolazione.
Può essere d’aiuto anche assumere integratori antiossidanti che solitamente contengono omega 3, sostanze derivanti dal pesce che migliorano la circolazione. Nella forma umida invece il processo evolutivo è più aggressivo, ma paradossalmente più soggetto ad una terapia. La forma umida è caratterizzata dalla crescita di vasi anomali che costituiscono una così detta “membrana neovascolare” ed è da questa membrana che partono emorragie ed essudati giallastri. La membrana può essere resa atrofica con l’uso di particolari farmaci che vengono iniettati all’interno del bulbo oculare. Si tratta di minime quantità di sostanze inizialmente usate nella cura dei tumori del colon che hanno lo scopo di chiudere ogni vaso anomalo.
Al giorno d’oggi abbiamo 2 farmaci efficaci ed il cui uso è stato autorizzato per la cura della degenerazione maculare senile. Queste microiniezioni vanno effettuate in sala operatoria, inizialmente tre somministrazioni a distanza di un mese poi nei tempi successivi secondo necessità. Queste terapia hanno veramente rivoluzionato le prospettive di questi pazienti, un tempo destinati alla cecità completa in pochi mesi ed ora con la possibilità di un recupero a volte completo a volte parziale. Fondamentale ovviamente è una diagnosi precoce, grazie alla quale queste gravi patologie possono essere contrastate efficacemente riconducendo quindi la vista del paziente alla normalità. Utilissimo è il test genetico (prelievo di saliva a

Dott. Massimo Camellin

tel. 0425 411357

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