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Pianiga: emergenza casa, casi risolti

Chiesa_di_San_Martino_a_Pianiga_1-870xEmergenza casa, prima dell’arrivo del tornado il Comune di Pianiga, agli inizi del mese di luglio, ha dovuto far fronte a due emergenze abitative che ha risolto con un percorso ad hoc. Il caso più clamoroso è stato quello di Annalisa Zangrando 40 anni, mamma di due fi gli di 16 e 18 anni e incinta di un terzo. Aveva inscenato una protesta in municipio. Una protesta, che era stata messa in atto insieme ad una ventina di attivisti del movimento dei “Nuovi Forconi” capeggiati dal leader protestatario Gaetano Ferrieri. Il motivo della protesta? Il possibile allontanamento della donna dalla casa di emergenza comunale, in via di Rivale, e che l’ente locale gli ha procurato più di un anno e mezzo fa.

Il servizio offerto dal Comune era scaduto il 30 giugno scorso, ma il problema principale secondo il Comune di Pianiga è che la quarantenne non ha voluto intestarsi ad ora le utenze dell’alloggio che continuano ad essere pagate dalla collettività. Dopo una serie di trattative la soluzione è stata trovata. Resterà nella casa destinata alle emergenze abitative fi no a fi ne estate. La donna in un incontro che si è avuto ieri in municipio ha accettato di poter contribuire alle utenze. Il vice sindaco del paese Federico Calzavara chiarisce la vicenda. “Questa donna – spiega – ha deciso di accettare un percorso che prevede una contribuzione alle bollette di luce acqua e gas che potranno essere pagate in parte da lei e in parte dal Comune”.

L’altro caso spinoso su cui il Comune di Pianiga stava lavorando e sul quale ha trovato una soluzione è quello dei coniugi Monica Salmaso e Giancarlo Venturini. La coppia per mesi ha vissuto in ospedale a Dolo. Giancarlo Venturini era stato colpito da un ictus e tre ischemie. Per accudirlo la moglie ha perso il lavoro part-time nel settore calzaturiero. E la paura era quella dopo una prima sistemazione provvisoria alla Casa a Colori di Dolo, di finire in strada. Ma per il Comune di Pianiga non sarà così. “Per queste due persone abbiamo pensato – spiega il Comune – a una sistemazione provvisoria in una casa famiglia a Campocroce. Quello che devono fare è presentare però la documentazione richiesta dai servizi sociali. Contribuiremo in toto all’alloggio finché non sarà percepita la pensione. Poi i due dovranno pagarsi un affitto come tutti”. Sia nel caso della mamma che dei due coniugi poi sistemati a Campocroce, una soluzione è stata trovata dopo che erano scattate le proteste. Si tratta di situazioni complesse che gli enti locali si trovano ad affrontare con bilanci sempre più risicati.

 

Alessandro Abbadir

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