Home Rodigino Adria Polychimica Bottrighe: cosa succederà dopo la bonifica

Polychimica Bottrighe: cosa succederà dopo la bonifica

 

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Si sono conclusi da mesi, dopo anni di attese polemiche e speranze, i lavori di bonifica dell’ex sito industriale di via del Risorgimento. L’area, già sede dello zuccherificio, in attività dal 1914 al 1991, venne in seguito occupata dallo stabilimento della Polychimica che doveva trattare il riciclo del polietilene, diventando però in breve una discarica di elementi inquinanti e sostanze tossiche. Da ciò seguirono tutta una serie di indagini, un’inchiesta della magistratura ed il conseguente sequestro dell’area. Successivamente, dopo una serie di interventi di bonifica dell’amianto, oggi l’area è finalmente libera e pulita anche dal resto. Ciò grazie all’arrivo dalla Regione di un finanziamento per la bonifica attraverso un fondo di rotazione da un 1.450.000 euro, denaro che sarà restituito senza interessi da quest’anno e di altri 53.000 euro a fondo perduto utilizzati per la ricerca degli inquinanti, che ha permesso al comune di procedere in tal senso. Si tratta ora di sapere le intenzioni del curatore fallimentare che si occupa del sito. L’area potrebbe infatti diventare appetibile per eventuali insediamenti produttivi, a tale proposito potrebbe, in futuro, diventare interessante anche per il confinante stabilimento Mater-Biotech del gruppo Novamont.

I lavori di riconversione dell’ex impianto di lisina e prima ancora di glutammato, proseguono bene e fra qualche mese lo stabilimento inizierà le prove per la produzione del bio-butandiolo. Tra le ipotesi di utilizzo dell’area, potrebbe costituire anche l’ampliamento di questa nuova realtà industriale che prossimamente darà sicuro impulso a tutta la zona circostante. In prospettiva di ciò non dimentichiamo anche del prolungamento della Transpolesana che giungerebbe proprio a Bottrighe. La stessa area ospita una piccola centrale elettrica di cogenerazione, mai entrata in funzione e che anni fa avrebbe dovuto alimentare l’ex Bioitalia. Occorrerebbe comunque pensare anche ad un eventuale recupero della palazzina, ex sede uffici dello zuccherificio, in attuale stato di abbandono completo. Lo stabile potrebbe essere utilizzato a sfondo culturale, quale biblioteca, centro servizi e perché no, la già lanciata idea per un museo della lavorazione dello zucchero per ricordare il passato glorioso di questa attività industriale? Tante ipotesi, ma ancora certezze no, salvo una, importante: l’area, bonificata, è ora pronta per essere destinata a un nuovo utilizzo.

 

di
Roberto Marangoni

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