Profughi, Bagnoli dice “No”

bagnoli protesta base1In piena estate scoppia la polemica sull’ipotesi del centro di accoglienza provinciale dei profughi nell’ex base dell’Aeronautica a San Siro di Bagnoli. Idea per il momento messa in stand by dopo le proteste dell’intero paese e dei sindaci dei Comuni vicini. E’ nato un comitato, “Bagnoli dice no”, che in meno di 24 ore ha organizzato un’affollata manifestazione di protesta davanti alla caserma. “Una grande concentrazione di profughi, un centinaio o forse di più, nell’ex base dell’aeronautica di San Siro creerebbe solo delle tensioni sociali e non favorirebbe l’integrazione dei migranti, che può avvenire solo a piccoli gruppi. Inoltre non è opportuno sovraccaricare pochi comuni solo perché c’è dello spazio a disposizione”. Così il sindaco Roberto Milan ha argomentato il suo no durante il faccia a faccia con il prefetto di Padova Patrizia Impresa. A fianco di Milan si sono schierati quasi tutti i sindaci della Bassa Padovana, tra i quali il presidente della conferenza dei sindaci dell’Uls 17 Francesco Lunghi e il suo collega dell’Uls 15 dell’Alta Padovana Alessandro Bolis, primo cittadino di Carmignano di Brenta. Hanno fi rmato anche Elisa Venturini, vice preside dell’Anci Veneto e sindaco di Casalserugo, i sindaci di Cavarzere e, ovviamente, Cona, quest’ultimo alle prese con l’arrivo di 45 profughi nella base di Conetta, in provincia di Venezia ma di fatto ad una manciata di chilometri da Agna e San Siro. “Un profugo ogni 700 – 1000 abitanti non crea disagio – aggiunge Milan – a Bagnoli ne abbiamo già 26 e quindi siamo sopra la media. Adesso stiamo lavorando per l’integrazione coinvolgendo i migranti in progetti lavorativi e iniziative di svago. Aumentare il numero di profughi significherebbe solamente portare ulteriori disagi in un territorio già sotto pressione. Non tiriamo troppo la corda”.

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