Riccardo Malaman: “Lascio il calcio”

Le voci sul suo futuro sportivo si rincorrevano da tempo, ora è ufficiale: Riccardo Malaman (Riki) lascia il calcio giocato. La sua parabola finisce proprio là dove era cominciata a metà degli anni 80, al comunale di Monselice con la maglia neroverde della Rocca. La sua ultima recita nello spareggio play out contro i Pettorazza dove l’attaccante ha firmato su rigore il gol del vantaggio che ha aperto alla squadra monselicense la strada per la vittoria e relativa salvezza. Classe 77, fisico brevilineo, scatto bruciante, dribbling da far girare la testa, e gol a grappoli le qualità che hanno fatto di Malaman uno degli attaccanti più apprezzati degli ultimi tempi tra i dilettanti. Nonostante le due squadre di Monselice stiano cercando di convincerlo a proseguire la decisione di Malaman sembra irrevocabile: “C’è un tempo per tutto – dice- purtroppo anche nella passata stagione ho dovuto fare i conti con una tendinite e acciacchi vari che in certi casi hanno condizionato le mie prestazioni, non accetto di trascinarmi, per giocare a buoni livelli devi star bene e allenarti intensamente non poterlo più fare con continuità mi ha convinto a smettere”.
Cosa ti rimane dopo tanti anni di carriera? “
Tante soddisfazioni ma anche il rimpianto di aver solo sfiorato il sogno di tutti i ragazzini che cominciano con il calcio, firmare un contratto da professionista, occasione sfumata per me nel ‘96 per mera sfortuna. Facevo parte della primavera del Padova, si doveva disputare il torneo di Viareggio, mi ruppi un ginocchio, la società non aspettò la mia guarigione e a fine anno mi svincolò”. Cominciò così per Malamam un lungo girovagare, ripartì con il Rovigo in C.N.D e poi indossò tantissime altre maglie Lendinara,Villafranca, Camisano, Monselice, Solesinese, Due Carrare, Pozzonovo, Carpanedo, Conselve Bassa Padovana giocando e segnando praticamente in tutte le categorie dei dilettanti
Riccardo hai indossato tante maglie nella tua lunga carriera, si narra che avessi qualche problema con i vari allenatori che incontravi confermi?
“Diciamo che a parole molti di loro mi mettevano al centro del loro progetto e poi con i fatti si smentivano, un po’ per questo e un po’ per colpa del mio carattere un po’ bizzarro spesso con i miei allenatori si creava una confl ittualità che mi metteva a disagio”.
Non hai proprio nessuno da portare d’esempio?
“Si ma devo tornare indietro nel tempo, mi riferisco a Carlo Sabatini, quando ero tra gli allievi del Padova un vero maestro, non a caso è finito in prima squadra e attualmente allena in C2 il Como”.
Quanti gol nella tua lunga carriera?
“Tantissimi ma non so il numero preciso, so solo che negli ultimi tre anni con La Rocca ne ho realizzati una quarantina”.
Sei proprio sicuro finisca qua?
“Il calcio per me è come una bella donna, quando la lasci non sai quanto in futuro ti mancherà, e magari tornerai a cercarla per rivivere le emozioni che regala, so che ci sarà da soffrire ma è deciso così”.

 

Walter Lotto

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