Salviamo l’estate e la Costituzione

Vista con gli occhi dei lavoratori, la scelta è strategica: se lo sciopero serve dar forza alle proprie richieste, più disagio crei e più riesci a farti ascoltare. E quale momento migliore dell’estate, per incrociare le braccia?

Visto con gli occhi dei normali cittadini, specie quando si trasformano in turisti, lo sciopero d’estate è quanto di peggio ci sia: se hai speso i tuoi soldi per prendere un aereo o visitare Pompei, e poi rimani a bivaccare in aeroporto o aggrappato ai cancelli (chiusi) dell’area archeologica, è logico e naturale che ti girino a mille. Anche se poi, nella tua vita normale, qualche sciopero lo hai fatto anche tu…

Alitalia e Pompei, casi eclatanti dietro cui si nascondono però decine di altri scioperi selvaggi – specie nei trasporti – sempre pronti a scoppiare nel momento peggiore. Che poi, magari, sono scioperi-beffa: li annuncia una sigla con poche decine di aderenti, l’effetto mediatico è assicurato e pazienza se poi i treni viaggiano lo stesso, tanto la gente non li prende…

Il governo pare aver deciso di prendere di petto la questione, approvando una nuova regolamentazione basata su un criterio di fondo: sciopero sì, ma solo quando ad approvarlo è la maggioranza dei lavoratori. Prima si vota il referendum, insomma, e solo dopo si bloccano servizi, musei, scuole e via elencando.

Il leader della Fiom e anima della Coalizione sociale Maurizio Landini parla di aberrazione inaccettabile, di attacco ai diritti sanciti dalla Costituzione per ogni singolo individuo. Ora, ai diritti siamo tutti affezionati, specialmente ai nostri. Ma chi quest’anno si è visto rovinare le vacanze troverà difficile sentirsi d’accordo, per quanto fondate potessero essere le ragioni dello sciopero. Come sempre, la ragione non è mai tutta da una parte. Ma una cosa è sicura: quando manca il buonsenso, anche la migliore delle cause diventa antipatica. E anche il più fondato dei diritti si trasforma in un arbitrio. Vale per i lavoratori così come per il governo: prima di legiferare, ascolti bene tutte le parti e trovi una soluzione equilibrata. Non serve una legge a settembre: serve una buona legge che salvi la prossima estate, senza sfigurare la costituzione. Perché teniamo ad entrambe.12

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