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Scoppia la guerra dell’acqua nella Bassa Padovana

cvs monselice vistaScoppia la “guerra” dell’acqua e delle delle bollette fra il comitato “2 Sì Acqua Bassa Padovana” verso il Centro Veneto Servizi. Motivo del contendere l’esito del referendum del 2011 che ha visto oltre 27 milioni di persone votare perché l’acqua dovesse rimanere un bene comune e pubblico e perché sull’acqua non fosse fatto alcun profitto.

“Di fronte a questo esito – afferma il comitato – il Centro Veneto Servizi ha minacciato lo stacco del servizio idrico, nei confronti di quegli utenti che continuano ad autoridursi la bolletta di quella percentuale corrispondente al profitto che i gestori continuano a fare sull’acqua». Sarebbero un centinaio i cittadini che provvedono all’autoriduzione della bolletta. Il comitato ricorda che per i sei mesi del 2011 è stato restituito l’importo, “anche se calcolato in modo molto discutibile, corrispondente alla remunerazione del capitale investito abolita dal referendum”. Ben diversa invece la posizione del Centro Veneto Servizi. “Abbiamo già restituito in bolletta la somma dovuta – spiega il presidente Giuseppe Mossa – a seguito del referendum. La restituzione, avviata a maggio 2014, ha interessato circa 100.000 utenze, tutte quelle attive al 31 dicembre del 2011. In totale il Cvs ha restituito agli utenti 1.635.192,29 euro. A stabilire l’ammontare dovuto è stato il Consiglio di Bacino dell’Ambito Bacchiglione, che con la delibera del 12 dicembre 2013 ha dato attuazione alle indicazioni dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. L’Autorità, in seguito, ha riformulato la tariffa, che oggi non comprende più la “remunerazione del capitale investito”.

Non sono quindi dovuti ulteriori rimborsi. Se il Comitato ritiene di contestare la riformulazione della tariffa, non è Cvs il “bersaglio” corretto della protesta. La nostra azienda, infatti, come tutti i gestori del servizio idrico integrato, non può fare altro che ottemperare alle indicazioni emanate dall’Autorità e non ha alcuna possibilità di modificare la tariffa. Per quanto riguarda le telefonate effettuate agli utenti che praticano la cosiddetta “autoriduzione” della bolletta, la nostra azienda ha voluto invece avvisare gli utenti, dando loro la possibilità di regolarizzare la propria situazione. Chi non paga per intero la bolletta è inadempiente e non sarebbe giusto accollare questo costo ai cittadini che invece pagano puntualmente e completamente per le proprie utenze. Dispiace questa presa di posizione del Comitato, – chiude Mossa – quando proprio il Cvs è stato tra i primi gestori a restituire agli utenti il rimborso dovuto per l’esito del referendum” sottolinea il Presidente, Giuseppe Mossa. “Abbiamo ottemperato pienamente alla lettera e allo spirito del referendum, sempre nel rispetto delle indicazioni emanate dall’Autorità. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a incontrare i referenti del Comitato per fornire qualsiasi chiarimento”.

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