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Taglio di Po. Galline e pollina, sarà il Tar a dire l’ultima

stabilimento galline taglio di poE’ scontro tra il Comune di Taglio di Po e la Società Agricola “Liberelle I°” Srl (gruppo Eurovo) con sede in Lugo (Ravenna) proprietaria di un allevamento di galline ovaiole di dimensioni industriali a Taglio di Po in località Cà Cornera. A seguito di un sopralluogo effettuato il 13 marzo 2015, condotto dall’Ulss 19 unitamente a personale del Comune di Taglio di Po, veniva riscontrata – secondo i controllori – la presenza di 300mila galline in uno dei sei capannoni presenti, pur in mancanza di una valutazione di impatto ambientale (Via) e di un’autorizzazione integrata ambientale (Aia), e nel quale era assente la vasca di stoccaggio della pollina. La stessa veniva poi raccolta su nastri trasportatori e convogliata direttamente su cassoni di camion tre giorni alla settimana per poi essere sparsa su suolo agricolo senza la prevista maturazione di almeno 90 giorni (causa di odori nauseanti e proliferazione di mosche che possono essere vettori di malattie). Con due ordinanze, la prima contingibile e urgente risalente all’8 aprile, la seconda al 15 maggio, il Comune, su invito dell’Ulss 19, aveva ordinato la cessazione immediata dello smaltimento nei terreni agricoli della pollina proveniente dal nuovo capannone e la produzione di evidenze documentali inerenti la destinazione futura della pollina. A seguito di un ulteriore sopralluogo nello stabilimento, i tecnici riscontravano lo stoccaggio della pollina su un piazzale annesso al nuovo capannone.

Il sindaco di Taglio di Po, Francesco Siviero, ha emesso così la seconda ordinanza ordinando di provvedere alla bonifica della zona interessata attraverso la raccolta e smaltimento immediato. A seguito della seconda ordinanza la società “Liberelle I°” Srl, ha presentato ricorso al Tar del Veneto con la richiesta di sospensiva degli effetti delle ordinanze, richiedendo anche la condanna delle amministrazioni al risarcimento dei danni. Il Comune quindi ha deciso di costituirsi in giudizio, assieme all’Ulss 19: “Abbiamo depositato al Tar tutta la documentazione utile – spiega l’avvocato del Comune Matteo Ceruti congiuntamente al sindaco Francesco Siviero – e davanti ai giudici i legali della Liberelle hanno rinunciato alla domanda di sospensiva in attesa della fissazione dell’udienza di merito che, ad oggi, non è stata ancora fissata. In sintesi, il Comune ha illustrato ai giudici la situazione dal punto di vista edilizio, igienico-sanitario ed ambientale perchè sotto tutti i tre profili ci sarebbero irregolarità accertate e contestate.

Sostanzialmente il problema viene riscontrato nel 6° capannone, la cui recente costruzione è stata approvata dalla Regione Veneto nel 2012 in deroga agli strumenti urbanistici vigenti secondo il Piano Casa; il Comune aveva però precisato che non si sarebbe potuto iniziare l’accasamento delle galline senza il rilascio di Dia e Aia. Nel corso di accertamenti, l’Amministrazione Comunale e l’Ulss 19 avevano scoperto che l’accasamento era già avvenuto da ottobre 2014. Tra giugno e luglio 2014 la società aveva ottenuto l’autorizzazione per la costruzione di un impianto a biogas, che però non è mai stato costruito e che avrebbe permesso lo smaltimento della pollina del 6° capannone”.

Silvia Boscaro

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