Anche ad Adria emergenza profughi

ceccarello fratelli d'italia rovigoBenissimo aiutare i profughi, a patto che si tratti di persone davvero in fuga da guerre e persecuzioni. E che questa attività di accoglienza e supporto non avvenga a scapito dei cittadini italiani bisognosi. Per fare un esempio, i tanti anziani con una pensione che consente a malapena di arrivare alla fine del mese. E’ chiara la posizione di Daniele Ceccarello, adriese, portavoce di Fratelli d’Italia a livello provinciale. E, del resto, il tema dell’accoglienza ai profughi, della sua opportunità o meno, sta interessando non solo tutto il Polesine, ma tutta Italia ed Europa. La questione dell’accoglienza di richiedenti asilo, a Rovigo come in larga parte d’Italia, ma anche in tanti altri Paesi europei, sta sollevando numerose discussioni, essendo un tema sul quale sembra trovare terreno più che fertile la propaganda politica.

Il fenomeno indubbiamente è complesso e ogni semplificazione rischia di essere strumentale. Le continue ondate migratorie verso l’Europa, non sono state gestite al meglio dalle istituzioni ed a questo si sono aggiunti fatti di cronaca che hanno ulteriormente esasperato gli animi, dimostrando come qualcuno abbia sguazzato nella situazione emergenziale (come spesso accade nel nostro Paese), in questo caso gestendo in modo improprio l’accoglienza come insegnano i casi di Roma e Mineo. Ecco allora che una larga parte della politica, in particolare la Lega Nord, ha trovato in questo argomento il nucleo centrale della propria retorica. Anche a Rovigo, dove il neosindaco Massimo Bergamin, il primo leghista a guidare Palazzo Nodari, sull’esempio del collega Massimo Bitonci a Padova, ha presentato una mozione nella quale si legge che “il Consiglio Comunale di Rovigo impegna quindi il sindaco e la giunta a non assecondare le politiche nazionali in tema di immigrazione e a ribadire la propria indisponibilità ad accogliere a Rovigo ulteriori i migranti”. Per quanto riguarda il Polesine, i numeri dell’accoglienza forniti dalla Prefettura, che è l’organo che gestisce i bandi, parlano di circa 300 persone che sono ospitate fra Arquà (all’ostello Canalbianco), Porto Viro, Loreo, Occhiobello e Rovigo. Durante l’estate, tuttavia, i riflettori si sono puntati su Frassinelle dove verranno smistati alcuni nuovi richiedenti asilo in un complesso residenziale appena ristrutturato a Chiesa, su via Romana.

Per protestare contro questa ipotesi è nato il “Comitato spontaneo cittadino frassinellese”, che con il sostegno di Forza nuova ha dato vita ad alcuni momenti di protesta. Dopo un primo presidio, davanti a Corte Romana, sabato 8 agosto ha organizzato una marcia che ha fatto registrare la presenza di circa 200 manifestanti, fra cittadini di Frassinelle e di tutto il Polesine ed esponenti regionali di Forza Nuova, dietro lo striscione “Di qui non si passa”. Una successivo sit-in di fronte alla Prefettura ha visto una presenza molto molto meno significativa, ma il “Movimento”, che ha ottenuto anche la visibilità nazionale grazie alle riprese della trasmissione “Dalla Vostra Parte” di Rete 4, promette già nuovi gesti di protesta: il caso che ha infiammato l’estate polesana promette di rendere caldo anche il prossimo autunno.

Francesco Campi

Lascia un commento