Città metropolitana, Casson: “Chioggia parta dal turismo”

spiaggiaIl turismo come un “nuovo centro virtuale che sostituisca quello fisico e territoriale proprio di altre realtà che metropolitane”. È questo il pensiero del sindaco di Chioggia, Giuseppe Casson, sulle priorità della Città Metropolitana, l’ente che ha sostituito la Provincia di Venezia. Il primo consiglio si è tenuto il 31 agosto, alla presenza dei diciotto consiglieri neoeletti e di quarantaquattro sindaci. Chiara la linea del primo cittadino di Chioggia, che ha sottolineato come sia fondamentale “abbandonare le tradizionali logiche di campanile per essere protagonisti di una fase nuova, che richiede un radicale mutamento di mentalità ed un sostanziale cambio di passo”.

Per Casson bisogna quindi creare sinergie positive guardando in primis al turismo. “Il turismo — ha sostenuto Giuseppe Casson — rappresenta un elemento proprio per la capitale metropolitana Venezia e per tutta la costa, che porta sul nostro territorio circa 25 milioni di presenze annue. Per le economie che genera, può davvero rappresentare un nuovo centro virtuale che sostituisca quello fisico e territoriale proprio di altre realtà che metropolitane. Valorizzando, in questa prospettiva, la straordinaria ed impareggiabile attrattiva rappresentata dal brand Venezia”.

Ma secondo Casson è prioritario anche focalizzarsi sulle potenzialità del porto. Questo, secondo il primo cittadino, “in ogni dove costituisce momento fondamentale di sviluppo e di crescita non solo per le città che si affacciano sul mare, ma anche per tutto l’entroterra”. Ecco, quindi, un appello affinché tutti gli attori in causa riescano a fare sistema. “Sono convinto — ha proseguito — che una gestione delle vicende legate alla portualità, sia commerciale che crocieristica, secondo logiche di sistema e dinamiche convintamente condivise, rappresenterà un’occasione strategica ed immancabile per dare soluzione alle criticità presenti e garantire prospettiva e futuro all’intero territorio metropolitano. Credo davvero, ora, che tutto dipenda da noi: non perdiamo questa straordinaria opportunità per il futuro di tutti noi”.

Casson ha poi evidenziato le peculiarità della Città Metropolitana di Venezia, in quanto mancherebbe, a differenza di altre realtà, di un “chiaro centro e di una altrettanto indiscussa periferia”. In altri termini, è difficile individuare una periferia di un centro che non c’è o non viene riconosciuto come tale. “Credo indispensabile partire dalla seguente considerazione, ci troviamo qui, oggi, ad intraprendere un percorso che nessuno di noi ha scelto e che ci viene imposto per legge. Ho ancora vivo il ricordo degli incontri assembleari di noi 44 sindaci della defunta provincia di Venezia, nei quali si dava concreta dimostrazione di quanto si fosse impreparati a quella che io reputo non tanto una svolta ma l’ “occasione di una svolta”, che credo vada necessariamente colta, pur se imposta – ma io dico: felicemente concessa per via legislativa. Cosa viene chiesto a ciascuno di noi consiglieri metropolitani e sindaci del territorio: abbandonare le tradizionali logiche di campanile per essere protagonisti di una fase nuova, che richiede un radicale mutamento di mentalità ed un sostanziale cambio di passo, elementi immancabili al fine di rendere efficace e fecondo il processo costituente che ci accingiamo ad iniziare. Ed è un processo, per noi della Città Metropolitana di Venezia, del tutto originale e diverso rispetto ai territori della Repubblica che ci hanno preceduti: la nostra Città Metropolitana manca, a differenza delle altre, di un chiaro Centro e di una altrettanto indiscussa Periferia.

Per Casson, la mancanza di questo centro chiaramente identificato e di una definita periferia comporta “l’assenza inequivocabile di identità in capo nuovo Ente”. Inevitabile, quindi, il richiamo alla responsabilità di chi è chiamato a scrivere il nuovo Statuto Metropolitano.

 

di
Andrea Varagnolo

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