Correzzola. Suor Franca Bottin, da 13 anni in Africa

suor franca bottin africaDa 13 anni è in Africa, tra quei profumi e colori che sognava sin da bambina. Tra gli ultimi, i poveri, gli ammalati, sempre con il sorriso sulle labbra e l’energia della gioventù. Il viaggio di suor Franca Bottin, che oggi ha 68 anni, parte dalla frazione Concadalbero, dove è nata e ha trascorso la sua giovinezza. Una famiglia numerosa la sua, profondamente religiosa che le ha trasmesso valori cristiani molto forti.

L’Africa già inizia ad insinuarsi nei suoi pensieri. Intorno ai 17 anni suor Franca inizia a sentire dentro di sè la vocazione e si avvicina alle suore pastorelle. A 21 la scelta di prendere i voti e il trasferimento all’istituto religioso della congregazione ad Albano Laziale. I dubbi nel frattempo sono svaniti e suor Franca prosegue decisa per la sua strada. Prende i voti nel settembre del 1971. L’Africa è sempre nel suo cuore ma rimane un miraggio perché la congregazione allora non aveva missioni in quel continente. Trascorre 10 anni a Modena, sempre a contatto con i giovani, tra scuole materne, catechesi e centri estivi. Per altri 9 anni suor Franca insegna poi a Mantova, in quartiere difficile della città, tra ragazzini che già rubavano e tossicodipendenti. Nel 2000 la svolta. Le suore Pastorelle iniziano un’esperienza missionaria a Pemba e alla fine del 2002 suor Franca parte per il Mozambico che non lascerà più. Un sogno che si realizza.

La missione di Pemba di suor Franca è nella provincia di Cabo Delgado, al confine con la Tanzania, il cui territorio coincide con quello della Diocesi che ha proprio a Pemba la sede vescovile. Nel tempo la missione è cresciuta ed oggi comprende innanzitutto un centro di accoglienza che distribuisce farina, fagioli e latte in polvere per i bambini, le famiglie più bisognose e quelle martoriate dall’Aids. A gestirlo c’è suor Elisa Nalin, di Conche di Codevigo. Nella missione c’è poi una biblioteca con libri a disposizione degli studenti che non posso permetterseli. Il cuore della missione è però il grande oratorio che ogni giorno accoglie più di 400 bambini, dai 3 ai 17 anni. Qui possono giocare, cantare, stare insieme e dimenticare per un attivo la povertà, gli stenti e le malattie. Tutti i pomeriggi le suore offrono a ciascuno un panino. Per molti di loro rappresenta l’unico pasto giornaliero.

Alessandro Cesarato

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