I grassi sono davvero la principale causa di aumento di peso?

20111130092037Siamo portati a pensare che i grassi siano la principale causa dell’aumento di peso, infatti la maggior parte delle persone associa queste componenti con un elevato quantitativo di calorie. In realtà, sulle proprietà dei grassi c’è davvero tanta confusione. Distinguiamo subito due tipi di grassi: quelli saturi e quelli insaturi. I grassi saturi sono stati correlati con il rischio cardiovascolare, alcuni tipi di cancro e con la sindrome metabolica, di cui è affetta circa il 23% della popolazione italiana.

Questa sindrome è una condizione clinica che predispone ad un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete, ictus. I grassi saturi li troviamo principalmente nel burro, affettati, carne, latticini ed in alcuni prodotti da forno. I grassi insaturi hanno delle caratteristiche totalmente diverse che fanno sì che proteggano dagli eventi trombotici, dalla malattia cardiovascolare e dal cancro, riducendo anche il rischio di andare incontro a sindrome metabolica. I grassi insaturi fanno, cioè, il contrario dei loro parenti saturi. I grassi insaturi comprendono quasi tutti i grassi vegetali, con l’esclusione, ad esempio, dell’olio di palma e cocco (che contengono per lo più grassi saturi) e dei grassi vegetali idrogenati (come la margarina).

Gli oli più ricchi di grassi insaturi, quelli più salutari, sono l’olio di lino e l’olio extravergine di oliva (non l’olio di oliva!) Altri alimenti che ne contengono in buona quantità sono i frutti a guscio, il pesce e i semi oleosi. I migliori insaturi in assoluto sono i polinsaturi, soprattutto gli Omega 3 e molto meno gli Omega 6. I grassi insaturi potrebbero ridurre anche gli effetti collaterali dei grassi saturi con i quali sono assunti. Per avere questo effetto positivo è opportuno che siano consumati crudi. Alcuni grassi soffrono la cottura più di altri e solitamente per tale uso si consiglia di scegliere l’olio extravergine di oliva, che contiene una gran quantità di antiossidanti, ad esempio l’idrossitirosolo, l’oleuropeina e la vitamina E, oppure l’olio di arachidi, che si modifica un po’ meno degli altri durante la cottura ad alte temperature. Altri trucchi per far sì che i grassi non si modifichino durante la cottura, diventando “cattivi”, sono l’aggiunta di spezie come il rosmarino, che probabilmente aumentano le difese anti-ossidanti dell’olio, o di acqua, che tiene più bassa la temperatura complessiva e le conseguenti alterazioni del preparato. Per sottolineare ulteriormente gli effetti benefici dell’assunzione di grassi insaturi e polinsaturi riporto un recente articolo pubblicato sulla rivista Nutrition in cui si illustrano i risultati ottenuti arruolando 102 pazienti di un’età compresa tra 43 e 59 anni ed affetti da sindrome metabolica. Questi pazienti sono stati divisi in tre gruppi e per 90 giorni, a seconda del gruppo di appartenenza, hanno assunto: 5 capsule di Omega 3 da 1 grammo oppure 2 cucchiai di olio extravergine di oliva oppure 5 capsule di Omega 3 da 1 grammo e 2 cucchiai di olio extravergine di oliva.

Con i dati raccolti, gli autori concludono che ci sono evidenze che, nei pazienti con sindrome metabolica, l’aumentata assunzione giornaliera di Omega 3 e di olio extravergine di oliva porti ad un abbassamento del colesterolo totale e delle LDL. Inoltre, si raggiunge un effetto benefico sulla gestione dello stress ossidativo presente in questa patologia. In conclusione, il grasso “buono”, saturo e polinsaturo, sicuramente non fa ingrassare anzi, se inserito in una alimentazione equilibrata, può servire per migliorare il nostro stato di salute e benessere.

Dott Edoardo Debelli Biologo nutrizionista Farmacia Tre Colombine-Rovigo
Farmacia Zanetti –Lendinara
Cell 339 7782538

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