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Il Governo ci riprova: Orte-Mestre, riparte l’iter

Il Governo ci riprova e riparte l’iter per l’autostrada Orte-Mestre. L’opera, infatti, dovrebbe essere inserita nella Legge di Stabilità e finanziata come opera prioritaria nel 2015- 2016. Ma dal territorio della Riviera arriva un no secco da parte di sindaci, forze politiche comitati e associazioni.

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Facciamo però un passo indietro.

Il nodo da sciogliere per la Riviera si chiama innesto. Cioè, l’ultima parte del tracciato che nel progetto è ancora un’opzione aperta. La nuova Romea prevede la possibilità che l’opera da Codevigo continui fino a Lova di Campagna Lupia, attraversi questo paese (in tunnel) e poi vada verso Lughetto dove ci sarà la barriera. Da qui ci sono due scelte. La scelta A prevede che la Orte – Mestre dopo la barriera, continui in direzione dello svincolo di Roncoduro di Pianiga. per innestarsi con il Passante a ridosso del quale resta in piedi la creazione del polo direzionale del Veneto, e cioè Veneto City.

La strada da Lughetto con questo tracciato proseguirà fino a Sambruson, per poi attraversare in tunnel la Riviera e il Naviglio per rispuntare a Roncoduro. Qui l’opera si innesterebbe con il Passante. La scelta B invece prevede che l’opera continui in direzione Giare e Malcontenta di Mira, costeggiando il tracciato dell’attuale Romea, passi il Naviglio all’altezza di Oriago di Mira, passi accanto a Forte Tron a Ca’ Sabbioni e spunti a Villabona a Marghera proprio prima dell’attuale barriera, innestandosi così sull’attuale A4. La scelta è stata volutamente lasciata aperta finora, ma appare chiaro agli enti locali e ai progettisti, che il tracciato favorito resta quello A, cioè quello in direzione del Passante e di Veneto City. Precisa la posizione del sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri (centrodestra) che, però, rigetta anche lui la Romea Commerciale. “Una nuova autostrada come la vuole il governo – afferma Livieri – ormai non serve a nulla, è uno spreco di risorse e denaro e uno sfregio all’ambiente. Meglio sarebbe procedere al raddoppio dell’attuale Romea sul lato laguna. E’ un progetto fattibile, e che si può fare con un costo limitato rispetto ai 10 miliardi previsti per la mastodontica nuova opera”.

Contrario a questo nuovo tentativo di rimettere in pista l’opera è pure il sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara. “Quest’opera – spiega – è completamente superata. E’ stata pensata quasi 20 anni fa con volumi di traffico che sono cambiati completamente. Se prima pensavo che l’opera fosse sbagliata per l’innesto a Roncoduro, ora penso che sia una infrastruttura inutile. Meglio mettere in sicurezza l’attuale Romea. Vanno rivisti anche i sistemi di finanziamento. Il project financing è un metodo superato. Andava bene una quindicina – decina di anni fa”. Calzavara chiede nuovi studi sul traffico che dimostrino e giustifichino l’utilità dell’opera. Non è solo il sindaco di Pianiga quello che ha detto no. I comuni di Pianiga, Camponogara, Mirano, Spinea, Mira e Dolo, e in parte anche Campagna Lupia hanno oppure contrastato l’opera con deliberazioni dei consigli comunali.

Per il sindaco di Camponogara Giampietro Menin (Pd): “Quest’opera va fermata. Ogni tanto dal governo la reinseriscono nelle infrastrutture da realizzare prioritariamente, ma così come è’ pensata porterà solo devastazione in Riviera”. Nettissimamente contrario alla Romea Commerciale è anche il Comune di Mira che con il sindaco Alvise Maniero negli anni scorsi ha partecipato alle manifestazioni indette dal comitato Opzione Zero. Lo stesso comitato chiede di mettere in sicurezza l’attuale Romea, prima di lanciarsi nella realizzazione di una nuova strada. Un no secco all’opera è arrivato infine anche dal sindaco di Dolo, Alberto Polo.

 

di
Alessandro Abbadir

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