Intervista a Nicola Ferro, il nuovo presidente di Padova Tre

ferro nicolaE’ il nuovo Presidente di Padova Tre, la società che in Ati con Sesa, De Vizia e Abaco gestisce il servizio rifiuti nella bassa padovana. Si chiama Nicola Ferro, assessore a Merlara e libero professionista. A lui e al nuovo cda toccherà il difficile compito di mantenere i livelli di eccellenza raggiunti senza aumentare la bolletta. L’abbiamo intervistato e passato ai raggi x…

Buongiorno Presidente, è contento della nomina?
“Parafraso Ben Parker: “Anche un piccolo potere comporta grandi responsabilità”. Ho accettato l’incarico dopo una lunga riflessione”.

La vogliamo presentare ai nostri lettori. Quanti anni ha?
“49 compiuti”.

Famiglia?
“Convivo con la mia compagna”.

Da quanto vive nella bassa padovana?
“Da sempre. Sono nato qua. Solo per brevi periodi mi sono spostato a Roma e a Venezia per lavoro”.

Quindi non è un politico per mestiere?
“Sono un libero professionista da 23 anni”.

E’ uno sportivo?
“Proprio sportivissimo no, ma voglio riprendere a fare bici e camminate”.

Quali sono i suoi hobby?
“Leggere, guardare film, ascoltare buona musica e… una passione per il calcio”.

Meglio thriller o commedia?
“Dipende dal thriller…”.

Ferie estive o invernali?
“Ferie… poche”.

Le piace mangiare?
“Adoro il buon cibo e, soprattutto cucinare per gli amici, naturalmente con un buon bicchiere di vino”.

Tre nomi di imprenditori a cui si ispira.
“Steve Jobs, Andrea Guerra e…tutti i piccoli imprenditori che resistono”.

Tornando ai rifiuti… Quanto resterà in carica?
“L’incarico prevede un periodo di 5 anni.”

Riuscirà a fare tutto quello che si è prefissato?
“Magari! Molte cose funzionano, ma tante altre andranno cambiate soprattutto nel rapporto tra società, Comuni e cittadini”.

Dica la verità… vuole stravolgere la mission del precedente CdA?
“Direi un po’ e un po’. Va mantenuto il livello di efficienza e della differenziata. Ma l’organizzazione interna e la comunicazione saranno riviste e affinate”.

In che senso?
“Tre obiettivi: contenere i costi, portare ulteriore trasparenza per far conoscere meglio il nostro lavoro e un piano per pagare più velocemente i piccoli fornitori”.

Dicono che abbia ereditato qualche patata bollente…
“Qualche decina… scherzi a parte, ci sono molte situazioni da affrontare”.

Tipo?
“Non siamo molto capitalizzati e se aumenta il “non riscosso” bisognerà fare i salti mortali”.

E cosa si può fare?
“Non escludo nulla ma l’imperativo è mantenere i livelli di efficienza attuali e il sistema della raccolta differenziata”.

Qualcuno vi critica…
“Un conto è criticare la gestione con dati oggettivi, altra cosa è far supporre che ci sia la “Spectre” dietro, questo non giova a nessuno: né ai Comuni e tanto meno ai cittadini”.

Da 1 a 10 quanto conta l’educazione ambientale?
“9,5. Con il progetto Liberambiente stiamo educando intere generazioni”.

Qual è il rifiuto che preferisce?
“Il vetro perché si riutilizza sempre”.

Meglio tariffe basse e pochi servizi o tariffe alte e tanti servizi?
“Tariffe basse con tanti servizi, ma non è facile, faremo del nostro meglio”.

Tornerebbe alla raccolta con i cassonetti in strada?
“Assolutamente no. C’è chi pensa che sia più economico ma in realtà le proiezioni confermano un costo uguale o superiore”.

Un saluto per i nostri lettori…
“Auguro a tutti un po’ di serenità. Criticateci, ma sempre con l’obiettivo di migliorare le cose”.

 

di
Emanuele Masiero

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