Patronato San Pio X: Padre Pietro Bettelli lascia dopo 9 anni

Padre PietroTempo di addii e di nuove conoscenze al patronato S. Pio X di Cavarzere: infatti, dopo nove anni di permanenza quotidiana tra i bambini e i ragazzi dell’oratorio, il canossiano padre Pietro Bettelli lascerà il paese domenica 27 settembre, quando saluterà la comunità celebrando la Messa delle 9.30; la sua prossima destinazione è Pachino (Sr). Al suo posto è stato incaricato padre Pierantonio Zago.

Si è trattato di un normale avvicendamento di funzioni, in quanto il responsabile locale di un oratorio canossiano può rimanere nello stesso luogo per 3, 6 o 9 anni, dopo i quali, inevitabilmente, il padre generale lo trasferisce a prestare servizio in un’altra comunità. “Dopo 9 anni di “onorata attività” è ora di andarsene – scherza padre Pietro – certamente un po’mi dispiace, perché lascio tanti amici, ma fa parte della vita”. Noto per l’impegno costante tra i ragazzi, padre Pietro è un sacerdote molto amato e stimato da ogni cavarzerano: “conosce a memoria il nome di tutti coloro che frequentano l’oratorio – sostiene il genitore di un bambino – ed è riuscito sempre a riempire di gente la sala principale nel giorno della premiazione dei presepi, come mai nessuno prima di lui era stato capace di fare”. “Padre Pietro è un vulcano creativo – afferma il suo confratello padre Angelico Merlin – ed è dotato di una grande capacità propositiva: in particolare è stato in grado di aprire una nuova catechesi nella comunità, un nuovo cammino di evangelizzazione”.

“Tra le tante iniziative messe in piedi da padre Pietro o da lui continuate brillantemente – continua il canossiano – voglio sottolineare l’idea dell’Aliante, cioè un cammino pedagogico ed educativo per gli adolescenti, nonché il grande rilancio del Grest, al quale in questi nove anni hanno partecipato migliaia di bambini, e dei campi scuola, riuscendo a coinvolgere in maniera davvero trascinante numerosi animatori”. “Inoltre padre Pietro ha una capacità di sacrificio davvero straordinaria e un’attenzione particolare alle persone: tratta con rispetto chiunque e sa far tesoro delle diversità, viste come una risorsa che arricchisce, utile per unire e non per dividere – conclude padre Angelico – è stata una presenza che ha saputo accogliere gli altri e far sì che gli altri si rispettino tra di loro e in grado di far crescere i giovani in modo degno dei tempi che viviamo”.

 

Nicola Ruzza

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