Profughi, Bagnoli in allerta

profughi sindaci roma2Settimane di passione per il destino dell’ex base missilistica di San Siro, indicata in piena estate come possibile hub provinciale per l’accoglienza dei profughi anche in vista della chiusura della caserma “Prandina” a Padova dove sono ospitati oltre 300 migranti. E sarebbero centinaia anche quelli attesi a Bagnoli se non saranno trovate altre soluzioni, prima fra tutte quella dell’accoglienza diffusa, vale a dire la distribuzione dei profughi in piccoli gruppi. Dopo due incontri piuttosto tesi tra i sindaci padovani e un vertice a Venezia durante il quale questa tesi sembra aver fatto breccia, dopo il colloquio a Roma tra gli amministratori padovani e il ministro dell’Interno Angelino Alfano, Bagnoli attende con ansia di conoscere iil proprio destino e cerca di reagire. Da una parte il comitato spontaneo “Bagnoli dice no” continua con il presidio notturno e la sorveglianza pressoché continua della base, in modo da intercettare appena possibile eventuali “visite non annunciate”.

A chiarire l’identità del comitato ci pensano i giovani portavoce. “Fin dall’inizio abbiamo sempre dichiarato che le porte di questo comitato sono aperte a tutti coloro che intendono darci una mano, di qualsiasi partito politico o movimento purché le finalità e la natura apolitica e apartitica del Comitato fossero rispettate. Abbiamo costantemente rivolto appelli ai nostri compaesani di partecipare con noi, in misura sempre maggiore, a queste iniziative per far vedere che il popolo di Bagnoli c’è perché il problema riguarda tutti”. Intanto il sindaco Roberto Milan gioca la carta della trattativa per una diversa destinazione d’uso della base. Un piano riuscito a metà, con l’accordo di cessione di un parte dell’area, poco più della metà, per i progetti che il Comune vorrà attuare. Il posto per l’eventuale presenza dei profughi però al momento resta. Dei circa 7 ettari e mezzo della superficie complessiva della Prefettura ne ha a disposizione circa 3, che comprendono il piazzale, parte del campo sportivo e l’edificio mensa. Una distribuzione che non è piaciuta al sindaco, perché l’accordo iniziale con il Demanio regionale prevedeva che al Comune andassero oltre 5 ettari e mezzo, lasciandone liberi poco meno di due.

Invece al momento di delimitare la zona da cedere all’amministrazione di Bagnoli la Prefettura, che non ha mai accantonato definitivamente l’idea dell’hub provinciale, ha chiesto e ottenuto un’area più vasta. “Ho firmato l’acquisizione dell’uso della maggior parte della base concessa al Comune e mi hanno consegnato decine di chiavi – spiega il sindaco Mian. – In altre circostanze avrei festeggiato con una sagra. Invece il rammarico è profondo perché parte della base è stata ceduta alla Prefettura per eventuale inserimento di migranti. Ma non finisce qui. Continueremo a dire no per i motivi che abbiamo sempre sostenuto, perché il nostro territorio non può sostenere l’impatto di una simile concentrazione di migranti, con tutti i problemi che questo comporta. Lo ho ripetuto anche al ministro dell’Interno Angelino Alfano, spiegando che questa è la peggiore delle soluzioni possibili che non può essere scaricata sulle spalle di pochi sindaci. Il prefetto dovrebbe applicare il principio di equità e lavorare ad una distribuzione diffusa sul territorio, evitando proprio le grandi concentrazioni che sono solamente fonte di tensioni e di problemi. Inoltre continuerò a trattare con il Demanio per acquisire sia tutta l’area di lancio sia tutto il resto della base. Quell’area non deve diventare fonte di problemi ma deve essere restituita alla nostra comunità e valorizzata anche sotto il profilo economico”.

Nicola Stievano

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