Tribunale a Chioggia, Erika Baldin riapre il caso

tribunale chioggia 1Potrebbe tornare il tribunale a Chioggia? Dopo il colpo di mano del governo Monti, che soppresse con un decreto legislativo decine di tribunali e 220 sezioni distaccate, tra cui Chioggia, con un drastico peggioramento del già vacillante sistema giudiziario italiano, torna d’attualità, dopo le ferie estive, la questione della sezione distaccata di Chioggia. La consigliera regionale dei Cinquestelle, Erika Baldin, fa pressing affinché venga riassegnata la sede clodiense.

Il tribunale di Chioggia fu chiuso il 6 settembre 2013 e le sue funzioni furono trasferite in blocco a Venezia. Da allora, nonostante i continui appelli dei politici locali, primo fra tutti il sindaco, Giuseppe Casson, non si palesò nessuno spiraglio per la riapertura. Ma adesso la consigliera snocciola alcune specificità di Chioggia, che potrebbero giustificare un’eventuale riapertura della sezione. Le sue esternazioni seguono la presa di posizione del presidente del Veneto, Luca Zaia, a favore di un tribunale della Pedemontana.

“Vorrei ricordare al presidente e al Consiglio regionale — ha spiegato Erika Baldin — che la zona a sud della laguna veneta sconta una distanza da Venezia e un deficit infrastrutturale che non consente di raggiungere gli uffici giudiziari del capoluogo in meno di un’ora e un quarto e, nei mesi estivi, in non meno di 90 minuti”. La cinquestelle illustra, poi, le peculiarità della sede. “La sede di Chioggia — continua — è di recente costruzione (2002) e di riconosciuta efficienza, grazie ai tempi celeri di trattazione delle cause, svolgeva un indispensabile servizio alla collettività per un bacino di circa 70 mila persone. È importante sapere che la città di Chioggia è il sesto comune, non capoluogo, del Veneto per numero di abitanti e che qui svolgono il proprio servizio oltre trecento operatori di polizia giudiziaria, in forza ai locali Commissariato di Pubblica sicurezza, Compagnia dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Comando Polizia Locale. Si tratta di garantire anche la sicurezza degli stessi cittadini, dato che i collegamenti con Venezia si affidano alla sola Statale Romea, direttrice viaria che ha ottenuto il triste primato di strada statale più pericolosa d’Italia, con 1,70 incidenti a chilometro e 0,10 morti per incidente. La città di Venezia è universalmente riconosciuta come sede disagevole per i trasferimenti. Proviamo a metterci nei panni di un disabile o una persona anziana che deve arrivare a Rialto. Esistono in Italia situazioni problematiche di questo tipo? Per fortuna abbiamo a portata di mano una struttura recente, perfettamente fruibile e pronta all’uso che le è proprio. Per una volta facciamo in modo che i servizi siano veramente servizi e non finiscano per diventare disagi per la cittadinanza”.

Queste le richieste, sicuramente condivise dalla popolazione chioggiotta e dai politici locali e, sicuramente, anche dal presidente della Regione Luca Zaia. Ma il presidente non potrà far altro che avanzare una richiesta al Governo e al Parlamento, i soli organi dello Stato che possono rivedere la decisione del governo Monti.

 

di
Andrea Varagnolo

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