Venezia 72: Gianfranco Pannone porta le Guardie Svizzere

21070-L_esercito_pi___piccolo_del_mondo_1A Venezia sbarcano anche le Guardie Svizzere. Pochi minuti fa, la stampa ha salutato con un lungo applauso Gianfranco Pannone, regista del documentario “L’esercito più piccolo del mondo”, incentrato sulle vite e le abitudini delle Guardie Svizzere, a servizio del Pontefice dal lontano 1500.

Il docufilm segue la quotidianità di un gruppo di Guardie Svizzere appena arruolatesi, di cui fa parte René, uno studente di teologia dell’Argovia, Leo, un ragazzo semplice che nella vita è un guardaboschi, felice di fare un’esperienza nella Città Eterna; e Michele, svizzero-italiano di origine lucana, il più inquadrato del gruppo, come capita spesso ai figli degli immigrati.

René è un intellettuale in erba che si interroga sulla propria fede e sul proprio ruolo. Cosa significa indossare un abito del ‘500 ai giorni nostri? Far parte di un variopinto ma anche anacronistico corpo militare, specie in rapporto a una figura “rivoluzionaria” come quella del Papa venuto da lontano?

Il film documenta alcuni momenti specifici dell’esperienza dei quattro giovani. Pannone, da buon documentarista, se ne sta al suo posto, dietro la cinepresa, aspettando che siano le immagini e le voci dei ragazzi a dare una risposta ai loro dubbi. Immagini fisse, immobili, così come i soldati mentre piantonano i palazzi del Pontefice, comunicano stasi e solennità, ma diventa inevitabile chiedersi se tutta questa formalità non sia solo una tradizione puramente estetica.

Alla fine risulta evidente il legame umano tra le guardie, che cominciano a comprendere e identificarsi nella loro missione, i funzionari ecclesiastici e Papa Francesco stesso che spesso si ferma per cercare un contatto fisico. Il colore delle uniformi, se ai tempi di Ratzinger o Giovanni Paolo II poteva sembrare eccessivamente sgargiante e inappropriato, ben si abbina con lo spirito del pontificato di Papa Francesco, la cui missione è apparsa negli anni quella di donare un’anima nuova alla Chiesa Cattolica, per spogliarla dalle sue nude sembianze grigie e ridarle un nuovo volto, assegnarle nuovi colori, i colori del cambiamento e delle diversità, che possono però unificarsi sotto un’unica fede. Le guardie svizzere non condividono una lingua ufficiale, ma sono libere di parlare nella loro lingua madre, principalmente tedesco, francese o italiano.

Con questa finestra sull’esercito più piccolo del mondo, Gianfranco Pannone è in grado di restituire giustizia a un corpo militare di cui spesso si sottovaluta, o non si riesce a comprendere, il vero valore. Le domande dei giovani, alla fine, trovano una risposta puramente interiore: a volte non serve un perché, a volte soltanto aver fede.

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