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Ca’ Emo, piazza intitolata alle Vittime del lavoro, per non dimenticare la Coimpo

Ca’ Emo, Adria e tutto il Polesine si sono stretti ai familiari delle quattro vittime della più devastante tragedia del lavoro della storia recente del Polesine. Era il 19 settembre, quasi un anno dopo quel 22 settembre 2014, quando tutto accadde pochi minuti dopo le 9 del mattino. Alla ditta Coimpo di Ca’ Emo (Adria), specializzata nel trattamento di rifiuti speciali, si consumava il dramma.

Quattro vittime strappate alla vita in un tempo di istanti. Tre dipendenti di Coimpo, Nicolò Bellato, 28 anni, Marco Berti, 47 anni e Paolo Valesella, 53 anni, e un autotrasportatore, Giuseppe Baldan, 48, di Campolongo Maggiore. Quest’ultimo aveva appena condotto in azienda una autocisterna piena di acido solforico, che era in corso di sversamento in una vasca di fanghi residuo di depurazione. A quanto appurato nel corso delle indagini, è durante questa operazione che si sarebbe prodotta la nube di gas tossico che ha ucciso le quattro persone. I soccorsi non poterono nulla.

Nella serata di sabato 19 settembre il Polesine ha voluto ricordare quelle quattro vittime, con una doppia cerimonia. Alle 18.30 la messa in ricordo di quattro lavoratori deceduti, officiata nella chiesa di Ca’ Emo dal parroco e da Mons. Furini da Adria. Un momento intenso, nel corso del quale familiari e parenti dei quattro deceduti hanno ricordato loro e il loro sacrificio. Le cerimonia si è poi spostata in piazza a Ca’ Emo, dove è stata scoperta una targa, nell’ambito dell’intitolazione della pcoimpo. Tra le autorità presenti, i tre parlamentari polesani (Diego Crivellari del Pd, Emanuela Munerato per Fare e Bartolomeo Amidei per Forza Italia), una delegazione di sindaci con in testa il sindaco di Adria Massimo Barbujani.

Particolarmente nutrita la schiera delle rappresentanze sindacali, che hanno lanciato un appello per la necessità di tutele nel mondo del lavoro. “Tanto più il lavoro è destrutturato – spiega Fulvio Dal Zio, segretario generale per il Polesine del sindacato Cgil – quanto più crescono gli incidenti in numero e gravità. Tra il 2012 e il 2014 in Polesine si sono registrati 13 decessi sul lavoro, cui se ne sommano altri 5 in questa parte di 2015. La cultura della sicurezza e del lavoro buono deve entrare anche nelle teste degli imprenditori, tra i quali molti paiono convinti che l’unica via per stare sul mercato sia quella di comprimere i costi a scapito di tutto. E le attività di controllo congiunte tra forze dell’ordine ed enti preposti alla prevenzione, anche negli ultimi giorni, continuano a fare emergere situazioni gravi”.

Elisa Dall’Aglio

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