Cataratta e lenti bifocali, novità nel campo chirurgico

cataratta_fig_vol1_014910_002Nonostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente. Le lenti intraoculari bifocali, ormai utilizzate da oltre 10 anni, hanno subito progressive modifiche al fine di migliorare la visione alla media distanza e di ridurre i possibili aloni notturni. Esistono diverse tecniche costruttive che permettono ad una lente di mettere a fuoco contemporaneamente per lontano e per vicino, ma qualunque sia la caratteristica ottica, siamo sempre di fronte ad un compromesso. Il cristallino naturale ha la capacità di modificare la propria forma e quindi di mettere a fuoco in relazione alla distanza dell’oggetto che viene fissato.

Il cristallino artificiale invece non modifica la propria forma ma mette a fuoco contemporaneamente due distanze, una per lontano ed una per vicino. Molti pazienti si adattano benissimo a questa visione che comunque differisce da quella naturale, altri invece riferiscono aloni notturni e comunque una diminuita sensibilità in condizioni di bassa luminosità. Purtroppo non esistono dei test che permettono di capire a priori come si troverà il paziente con un impianto multifocale ed a volte comunque è necessario qualche mese di adattamento. Pertanto ogni paziente a cui viene proposto questo impianto, è informato circa la possibilità di rimuoverlo in caso di disturbi.

Il problema però è che sostituire una lente intraoculare nel sacco capsulare (contenitore del cristallino naturale), è facile solo nei primi 15 giorni, dopo si creano della aderenze che rendono l’intervento più indaginoso. Sapendo però che un paziente potrebbe adattarsi ad una lente bifocale nel giro di qualche mese, a volte si è in difficoltà nel consigliare un espianto. La soluzione nuova, consiste nell’impiantare una lente nel sacco per correggere il potere del vecchio cristallino ed una lente nel solco con il solo potere bifocale. Le lenti istallate nel solco non contraggono aderenze e quindi possono essere espiantate con estrema facilità.

In sintesi al paziente vengono impiantati due cristallini, uno nel sacco ed uno nel solco ( zona anatomica anteriore al sacco) e quello nel solco (bifocale) può essere facilmente rimosso anche dopo un anno! Quindi negli interventi di cataratta, non più un cristallino artificiale ma 1+1 di cui il secondo con la sola ottica bifocale. Con questa soluzione, che consideriamo una vera innovazione nel campo di questa chirurgia, abbiamo la possibilità di proporre ad ogni paziente un impianto bifocale con la certezza di poterlo togliere facilmente in caso di disturbi. Dallo studio e dalla passione per questa chirurgia sono state qui ideate una formula esclusiva per il calcolo della lente intraoculare dopo chirurgia refrattiva (Camelli – Calossi 1998), un sistema di controllo digitale della posizione della lente nella correzione degli astigmatismi (Camellin 2013) e recentemente la nuova piattaforma basata sulla doppia lente intraoculare Camellens (Camellin 2015). L’intervento di cataratta non va comunque mai banalizzato ma possiamo dire che un altro passo avanti è stato fatto!

Dott. Massimo Camellin

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