Ciclismo, intervista al padovano Fabio Mazzucco: “La fuga è il momento più bello”

mazzucco fabio2La vecchia bici “ Berma” conservata in soffitta, a testimonianza dell’attività giovanile di papà Simone Mazzucco, ora presidente del Gs cicloamatori di Conselve, emana un fascino particolare, contagioso, questo e i lunghi pomeriggi passati sul divano di casa a guardare il giro in tv, sono le scintille di passione che hanno acceso nei tre figli di Simone lo spirito di emulazione, la voglia di ciclismo. Comincia Claudio classe 96, buone doti da scalatore che dopo un anno da Juniores chiude l’attività. Nel 2006 irrompe Fabio, e si capisce subito che sta nascendo una stella, nel suo primo anno di attività vince 16 delle 17 corse in programma, una caduta gli preclude l’en plain. Negli anni successivi nei Giovanissimi forma con il compagno Ivan Berto un binomio che mette a segno vittorie a grappoli, Fabio si incarica di provocare la selezione e quando non riesce a staccare tutti ci pensa Berto a giustiziare gli avversari con potenti volate. Alla Cartura Nalin, dove nel frattempo anche Stefano terzo rampollo di famiglia Mazzucco ha cominciato l’attività, gongolano ma sono gelati quando Fabio comunica che passerà esordiente tra le fila della Santangiolese. Il secondo anno firma 6 vittorie rigorosamente per distacco, 4 secondi posti tra cui quello a Borgo Valsugana nella coppa di sera, sorella minore della coppa d’oro. Altro cambio di maglia al passaggio tra gli allievi dove Fabio indossa la storica livrea veneziana della Mirano con il fratello Stefano, e arriva la conferma delle sue doti: 8 vittorie complessive e prestazioni eccellenti non solo quando la strada si inerpica, ma anche a cronometro con il secondo posto ai tricolori di Cavarzere a squadre il terzo nella crono individuale sempre valevole per il titolo italiano e il campionato regionale vinto in pista sull’inseguimento, Marino Bettuolo suo attuale diesse dice di lui: “in 38 anni di attività mai ho avuto un talento così puro, ha doti di passista scalatore enormi, quando attacca è uno spettacolo e se prende 50 metri di vantaggio lo rivedono al traguardo, oltre a questo è umile gentile ed educato, se saprà tenere queste doti ci troviamo di fronte un ragazzo che farà parlare di se anche in futuro ne sono certo”.
Abbiamo incontrato l’atleta nella sua casa di Conselve attorniato dai fratelli, papà Simone e mamma Tiziana.

Fabio le tue vittorie hanno sempre il marchio dell’impresa, cosa senti durante le tue fughe che sensazioni hai?
“E’ talmente alta la concentrazione sullo sforzo che non recepisco altro che il dover dare tutto per arrivare, poi a pochi metri dalla meta quando mi giro e vedo il vuoto allora sono pervaso da grande felicità e mi godo il calore della gente, le braccia al cielo bellissimo”.
Si dice di te che vinci tanto ma negli appuntamenti importanti qualvolta ti fai tradire dalla pressione.
“Fesserie, c’è sempre un motivo per quello che succede, ai regionali di Monselice sono arrivato stanco perché durante la settimana avevo lavorato duramente in pista, agli italiani di Boario senza un banale errore di valutazione sarei andato a podio, e poi a mio favore depongono i risultati ottenuti in pista e agli italiani di crono”.
Hai appena corso l’attesissima coppa d’oro vinta dal lombardo Bagioli, in molti ti pronosticavano come è andata?
“Era un appuntamento a cui tenevo tanto, purtroppo a causa di un attacco febbrile nei giorni scorsi non ho potuto allenarmi a dovere e in corsa non ho avuto la forza di resistere alla selezione finale imposta dai migliori sono davvero dispiaciuto, di questa corsa tengo vivo il ricordo dello scorso anno quando attaccai a fondo, rimasi solo ma mi ripresero poco prima dell’ultimo chilometro poi fui ottavo in volata”.
Ecco la volata, dicono che sia il tuo punto debole che ne pensi?
“Di solito do tutto per fare selezione e arrivo nelle volate stanco, sono consapevole che non vincerò mai uno sprint di gruppo compatto, ma dopo certe corse dure posso dire la mia,per la conferma basta andare a vedere gli ultimi ordini d’arrivo delle corse a cui ho partecipato e che si sono risolte in volata, dove ho fatto un terzo e un quarto posto”.
La prossima stagione sarai Juniores hai scelto la squadra?
“Correrò con la Rinascita Ormelle Borgo Mulino, ho avuto tantissime richieste, e colgo questa occasione per ringraziare tutti coloro che si sono interessati a me, ho scelto il team trevigiano perché mi ha proposto un avvicinamento alla prossima stagione che mi consente di aver tempo anche per gli studi, sono al terzo anno di tecnico manutentore al Bernardi e ci tengo molto a fare bene”.
Sedici anni compiuti ad aprile, un giovanotto dai modi garbati, idee chiare, che quando mette il numero sulla schiena diventa feroce e determinato, questo il ritratto di Fabio Mazzucco, che con Davide Boscaro re delle volate (costretto al ritiro per una guaio meccanico alla coppa d’oro) rappresenta in questo momento il meglio del movimento allievi del ciclismo padovano.

di Walter Lotto

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