Home Veneto Attualità Ecosistema Urbano: Belluno e Venezia le città più vivibili

Ecosistema Urbano: Belluno e Venezia le città più vivibili

ecosistema urbanoIndustrie, navi, smog. Ci si aspettava un risultato negativo, ma a quanto pare Venezia registra una performance maggiore rispetto a molte città del Nord Italia e del Veneto. Secondo il 22° rapporto “Ecosistema Urbano”, la ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, Venezia merita di occupare l’ottava posizione in classifica. Ma, in generale, l’andamento di tutta la regione riporta un miglioramento complessivo. Medaglia di bronzo a Belluno, che si conferma la terza città con migliore vivibilità ambientale, insieme a Verbania e Bolzano.

Il risultato peggiore in Veneto lo ottiene Rovigo (maglia nera regionale), che chiude alla settantesima piazza nazionale(scende di 37 posti). Subito sopra, Vicenza al 46° posto (migliorata rispetto al 53° posto della scorsa edizione) e Treviso al 42°posto, che rispetto all’anno scorso sale di tre posizioni.

Noto il miglioramento per Padova che scala la classifica nazionale di 19 posizioni passando dal 54° posto al 35°. Ciò che emerge con più forza da Padova è tuttavia il fattore “immobilismo” rimasto invariato rispetto alla precedente edizione. I dati raccolti mettono in luce il miglioramento dei consumi idrici e della depurazione, mentre aumenta il numero di vittime sulle strade.

Verona arretra solo nei consumi idrici e nella produzione di rifiuti pro capite, aumentati rispetto all’ultimo rilevamento. Il resto dei dati rimane invariato rispetto all’anno scorso.

Vicenza peggiora nella raccolta differenziata, sono pochi i cittadini a farla, e aumenta il valore dell’incidentalità stradale.

Per i valori di Treviso, resta stabile la situazione rispetto all’anno scorso, migliora sui consumi idrici e dimezza il valore delle vittime sulle strade, ma presenta valori negativi per ciò che concerne le perdite di rete dell’acqua. Oltre a questo, il capoluogo della Marca segna trend negativi nel valore della depurazione.

Per Venezia peggiorano i valori dei consumi idrici e delle perdite di rete, cala anche se di poco il numero di passeggeri nei trasporti pubblici, resta invariato il valore di offerta, presentando comunque un quadro generalmente soddisfacente.

Più lacunosa si presenta la situazione a Rovigo con sensibili passi all’indietro nei consumi elettrici, nella raccolta differenziata, nelle piste ciclabili e in ambito di risorse idriche.

Scorrendo la classifica Veneta ed i diversi parametri è dunque facile accorgersi come i passi in avanti siano stati brevi e debolmente messi in pratica da Città ingessate, statiche e pigre. Le aree urbane sembrano effettivamente arrancare, e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile ed essere culle di una rigenerazione urbana capace di migliorare la qualità dei singoli e della comunità.

I passi avanti fatti fino ad ora sono, infatti, troppo pochi: se da una parte nelle città venete si registrano lievi eco-performance soprattutto sul fronte della raccolta differenziata, delle energie rinnovabili e si assiste ad un lieve calo degli sforamenti nelle concentrazioni di gas serra, dall’altra parte manca, invece, il coraggio e la voglia di puntare sulla mobilità nuova per uscire dalla morsa di traffico e smog e sugli eco-quartieri per rigenerare le periferie e rilanciare il patrimonio edilizio.

Ecosistema Urbano, più che concentrarsi sulla qualità ambientale dei capoluoghi di provincia, punta l’attenzione su quegli indicatori che meglio di altri descrivono la qualità delle politiche ambientali delle città, andando a osservare in modo più approfondito quello che l’amministrazione locale fa (o non fa) per migliorare la mobilità, la gestione dei rifiuti e delle acque e – in generale – la qualità del proprio territorio.