Il processo dura troppo? La legge prevede un risarcimento

processoAnche i non addetti ai lavori sanno che quando una causa, civile e penale o amministrativa, dura troppo, le parti hanno diritto ad un risarcimento. Questo è quello che prevede la c.d. “legge Pinto” sulla irragionevole durata del processo (legge 89/2001), introdotta nel nostro ordinamento al fine di dare attuazione agli impegni assunti dallo Stato italiano in sede comunitaria. Con le modifiche introdotte dalla legge 134/2012, la durata del giudizio si considera irragionevole quando eccede i tre anni per il primo grado, i due anni per il grado di appello e un anno per la fase di Cassazione.

Purtroppo questi termini vengono quasi sempre superati nel distretto della Corte D’Appello di Venezia, giacché difficilmente un processo avanti al tribunale si esaurisce entro i tre anni mentre, almeno fino ad oggi, la corte d’appello di Venezia impiegava mediamente cinque anni per definire i giudizi di impugnazione. La legge stabilisce inoltre che l’indennizzo dovuto sia compreso tra 500,00 euro ed 1.500,00 euro per ciascun anno che supera il termine ragionevole di durata.

La richiesta di equa riparazione però deve essere presentata entro sei mesi dal momento in cui la decisione che conclude il procedimento è divenuta definitiva e può essere presentata sia dalla parte vittoriosa che dalla parte soccombente. Lo scorso 18 maggio 2015 il Ministero della Giustizia ha concluso un accordo con la Banca d’Italia per la celere liquidazione degli importi riconosciuti a titolo di indennizzo.

Chi dunque ha in essere un processo che superi i termini sopra indicati, dovrà tenere bene a mente di interessare un avvocato non appena sarà pronunciata la sentenza definitiva, per avere in tempi rapidi un parziale ristoro dei danni causati dalle eccessive lungaggini della giustizia.

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