Le categorie economiche della Bassa Padovana: “Senza SR10 non c’è ripresa”

sr 10Le categorie economiche della Bassa Padovana, rappresentate da Ascom, Coldiretti, Confindustria, Confagricoltura, Cia, Cna, Upa e Confesercenti hanno lanciato un appello unanime alla Regione del Veneto, chiedendo, attraverso la presentazione di un documento sottoscritto dalle realtà economiche, di “tener fede agli impegni presi con l’intero territorio e i suoi abitanti per la realizzazione della nuova SR10 Padana Inferiore”.

Secondo quanto dichiarato dagli operatori economici, la Regione Veneto avrebbe previsto un finanziamento di 36 milioni di euro che avrebbero consentito la realizzazione dell’opera, insieme ad altri 200 milioni già destinati al consorzio d’imprese titolare dei lavori. 36 milioni poi revocati dalle voci di bilancio, a seguito delle razionalizzazioni delle spese regionali.

Il risultato è un generale malcontento manifestato dalle categorie economiche, che si vedono così private di un passaggio emblematico per consentire al territorio di attrarre nuovi investimenti e innescare una più rapida ripresa. “Non è accettabile – recita il documento – che razionalizzare la spesa della Regione significhi cancellare i finanziamenti di un investimento che è atteso da oltre tre decenni e che, se non sarà realizzato, aggraverà la già insoddisfacente dotazione infrastrutturale (materiale e immateriale) e capacità di attirare investimenti che caratterizza l’Area della Bassa Padovana, rendendo ancora più accidentato il cammino della ripresa economica e del riposizionamento competitivo.

Da qui l’iniziativa unitaria del Coordinamento delle Categorie Economiche della Bassa Padovana, riassunta nello slogan “SENZA SR10 NON C’è RIPRESA”.

Il Coordinamento delle Categorie Economiche è nato con lo scopo di creare, attraverso nuove progettualità, le condizioni favorevoli per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio sempre cercando di coinvolgere in questo le Istituzioni e gli Enti locali. Un’unione significativa che deve “costituire un elemento di attenzione imprescindibile per le Istituzioni chiamate a dare risposte coerenti con le necessità dei cittadini”.

Secondo le categorie, il ritardo infrastrutturale è causato principalmente dal lassismo della politica, ma, nel caso della SR 10 si è ancora in tempo a fare la cosa giusta riallocando i fondi necessari. Il grido è forte, e in nome di un territorio di oltre 900 km quadrati, che comprende 50 comuni ed ha una popolazione di oltre 200.000 abitanti distribuita nei territori del Conselvano, Monselicense, Estense e Montagnanese. Un territorio emblematico, considerato “cerniera” tra il Basso Vicentino, l’Alto Polesine ed il Basso Veronese.

“Lo chiediamo con forza – conclude il documento – per costruire il futuro di un’opera come quella dell’Ospedale di Schiavonia e anche per sfruttare al massimo le opportunità di sviluppo economico, derivanti dall’essere finalmente inseriti nella rete autostradale. La Regione del Veneto non può ignorare una richiesta così forte e unitaria. La SR10 era già necessaria 30 anni fa. Realizzarla è diventato oggi un dovere e una precisa responsabilità verso i cittadini e le imprese di quest’Area, che sta cercando faticosamente di ridefinire le proprie strategie di sviluppo”.

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