Ludopatia in Riviera del Brenta: milioni di euro alle slot machine

slotLa febbre del gioco fa incassare alle slot machine milioni di euro. Sono 13 milioni di euro all’anno quelli che sono versati nelle slot machine e che arrivano nelle casse di 150 bar, ristoranti o tabacchi della Riviera del Brenta, che le inseriscono all’interno dei locali. Il dato choc arriva da Ascom.

Il calcolo è presto fatto: si stima che un locale che tiene in media 5 o 6 slot machine, e che è mediamente frequentato, il ricavo è di ben 85 mila euro annui. “In queste condizioni e con questi guadagni – fa una riflessione il presidente dell’ Ascom Ennio Matterazzo – è difficile chiedere ai locali di togliere le macchinette mangiasoldi, nonostante le tante campagne a favore del loro allontanamento”. C’è un dato che poi va sottolineato: i bar in Riviera, sono oramai nel 40 % dei casi nelle mani di cittadini di nazionalità cinese.

Questo per Ascom crea un problema di comunicazione. “Mentre con gli italiani in qualche modo su questi temi è possibile intavolare un discorso – spiega Matterazzo – con i cinesi ci troviamo di fronte ad un muro. Un muro fatto per lo più di difficile comunicazione, visto che poi questi operatori non si iscrivono nemmeno alle associazioni di categoria”. In Riviera però ci sono comuni in prima linea contro questa dipendenza dal gioco d’azzardo che ruba alle famiglie la serenità e i soldi.

Il Comune di Mira lo scorso novembre ha organizzato una manifestazione provinciale contro la ludopatia e ha censito nel territorio la presenza di 224 slot. Il Comune ha applicato anche un regolamento che vieta le slot nelle vicinanze di luoghi sensibili come scuole o centri anziani. Il sindaco Alvise Maniero a maggio dello scorso anno premiò il bar “Fermo Posta Café” di Oriago in via Veneto che ha rimosso tutte le macchinette mangiasoldi, e le ha sostituite con il karaoke ed altre attività molto più socializzanti, che sul lungo periodo fanno aumentare la clientela.

A luglio un altro esempio è arrivato dal bar “Ci voleva” di Fiesso D’Artico. L’iniziativa era stata promossa direttamente da Ascom. Campagna Lupia invece ha seguito un’altra strada e ha regolamentato con orari fissi l’accensione delle macchinette. Il problema della ludopatia in Riviera è molto accentuato. I dati dell’Ulss 13 nel 2014 parlavano chiaro: tra Miranese e Riviera erano una settantina i pazienti ormai seguiti dalle strutture sanitarie. Il 66% di questi sono uomini e il 10% è già dipendente da altre sostanze, come alcol o droga. Nella Riviera ci sono però oltre un migliaio di persone che sono ai limiti della patologia e che ogni mese dilapidano migliaia di euro, sottraendoli ai bisogni delle rispettive famiglie.

Da chi invece gestisce le macchinette arriva una precisazione “I 13 milioni di euro – spiegano i titolari dei locali – non vanno nelle casse dei titolari. Nel 75% sono destinati alle vincite come previsto per legge. Poi gli incassi vanno depurati dai soldi di tasse che vanno allo stato. Si vede così che i guadagni non sono certo stratosferici, anzi”. Va detto però che non sono solo le slot a creare dipendenza, ma anche concorsi come gratta e vinci, superenalotto enalotto, che spesso si trovano in ricevitorie dove ci sono le slot.

di
Alessandro Abbadir

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