Mozione anti gender, Bitonci “Non sono omofobo, sono per la famiglia tradizionale”

20140116_bbb07E’ stata approvata ieri mattina dalla maggioranza di centro-destra del Consiglio comunale di Padova una mozione dal titolo “per vietare l’introduzione la promozione nelle scuole della teoria del gender” a prima firma della consigliera di Vanda Pellizzari Bellorini (lista Bitonci).
Teoria del gender nelle scuole di Padova, Bitonci in consiglio comunale 5 ottobre 2015

Questa mattina, durante la seduta in consiglio comunale, il sindaco Massimo Bitonci è intervenuto a sostegno della famiglia naturale, confermando il suo rifiuto nei confronti dei libri di testo sulle teorie gender. Nel suo discorso, Bitonci ha sottolineato di non essere omofobo, ma di sostenere la famiglia tradizionale, composta da madre e padre. “Il fatto di insegnare ai bambini che esistono determinate situazioni è un’altra cosa – ha sottolineato -, e non vedo il motivo di metterli a conoscenza di realtà diverse all’età di 5 anni. La famiglia, per me e per la nostra cultura, è quella ‘naturale’, e, prima che al diritto di certe persone ad avere dei figli, io penso al diritto dei figli di avere dei genitori”.

Alessandro Zan, deputato padovano del Partito Democratico, pensa che la mozione sia un espediente per distogliere l’attenzione dai problemi della città “Trasporti che non funzionano, collaboratori scolastici in rivolta, famiglie senza sussidi, piccole imprese costrette a chiudere i battenti, sicurezza inesistente: le criticità di Padova” spiega il parlamentare dem “passano in secondo piano per lasciare posto alla grande bufala del gender, con la quale ormai da mesi si scatena un vero e proprio terrorismo psicologico ai danni dei genitori.”
“Anziché studiare agevolazioni fiscali per le famiglie a basso reddito, riducendo per esempio le rette per le mense dei figli o per i servizi educativi in genere,” insiste il deputato, già assessore in città dal 2009 al 2013, “si punta tutto sulla discriminazione istigando al conflitto sociale sulla base di una teoria inesistente, del tutto estranea alla Buona scuola e a ogni altro provvedimento del Governo.”

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