Piove di Sacco. Sportello donna, servizio a rischio dopo i tagli del ministro

Foto Paola Ranzato.Sono 51 le donne che in questo primo anno di attività si sono rivolte allo Sportello donna della Saccisica: il servizio inaugurato a luglio dello scorso anno a Piove di Sacco che offre assistenza gratuita, legale e psicologica, alle donne vittime di violenza. Le situazioni di maltrattamento sono tante e diverse. Spesso purtroppo coesistono. Sono 32 i casi di violenza fisica segnalati e 37 quelli di violenza psicologica; 10 i casi di violenza economica (cioè quando si viene private di qualunque disponibilità di denaro), 7 quelli per stalking, 18 per abusi assistiti da minori, uno per violenza sessuale.  Delle donne che si sono rivolte al Centro, tutte tra i 30 e i 50 anni, 20 sono sposate, 7 convivono, 7 sono nubili e 10 separate. Chi arriva a rivolgersi allo Sportello (con grande coraggio) lo fa in modo differente e per diverse ragioni. Ecco perché viene offerto un servizio personalizzato (e riservato) in base alla problematica da trattate. “Le donne accedono al servizio attraverso svariati modi – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Paola Ranzato, – perché segnalate dai servizi sociali o dalle forze dell’ordine, autonomamente, perché leggono un articolo che parla del Centro o vengono messe al corrente con i volantini, depositati all’ospedale e negli ambulatori medici, via internet o attraverso il numero verde”. Dopo un primo contatto le procedure da seguire sono differenti perché variano da situazione a situazione. Nei casi gravi, cioè quando è necessario un allontanamento immediato, le donne vengono prese in carico da alcune strutture di emergenza gestiste dal Centro. Spesso si arriva a chiedere aiuto al Centro perché è nella famiglia che si nascondono gli abusi. Soprattutto quando si vive lontane da casa. 17 delle 51 richieste di aiuto arrivano infatti da donne straniere.  Nel breve periodo lo Sportello avvierà una serie di attività promozionali nel territorio ma le prospettive per il futuro non sembrano tra le più rosee. “Nonostante il grande lavoro svolto dall’amministrazione, in collaborazione con il Centro Veneto Progetto Donna e l’Ulss16 per riuscire ad avviare il centro, uno dei 15 del Veneto e quindi una struttura importante sul territorio – ha tenuto a sottolineare l’assessore Ranzato – la Regione Veneto, con i recenti e dissennati tagli, ha deciso di escludere dai contributi questi centri, mettendo così a serio rischio la loro apertura”. “Bisogna tenere conto di quanto mai sia attuale il tema della violenza sulla donna, che troppo spesso finisce in omicidio – ha sottolineato l’assessore – solo queste realtà forniscono un reale sostegno a troppe donne in sofferenza. Noi ci batteremo con ogni mezzo per garantire un servizio che significa anche un impegno di civiltà e cultura per il territorio. Le donne non devono essere lasciate sole”. Il Centro è aperto il martedì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16 e il venerdì dalle 10 alle 13. Il numero verde è l’800.814681 ed è attivo 24 ore su 24. La sede si trova in via Co’ del Panico, ingresso dal retro del Polisportello.

di Martina Maniero

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