Ulss 13, sempre più i parti naturali a Ostetricia

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Negli ospedali di Dolo e Mirano si stringe un’alleanza tra donne e operatori sanitari. Succede ai reparti di Ostetricia e Ginecologia, dove è stato avviato un protocollo che restituisce al parto “naturale” (quello fisiologico) il giusto ruolo di protagonista. “Nel corso degli ultimi anni – ha spiegato il primario Franco Garbin – le donne hanno vissuto il passaggio naturale costituito dal parto, sempre più come una cosa medicale. E’ giusto che il medico intervenga quando ce n’è davvero bisogno, ma se la donna sta bene ed è in grado di partorire naturalmente, in quel caso, lo deve fare, è un suo diritto. Un momento unico e irripetibile per lei, che deve esserle garantito nella totale sicurezza, professionalità e accoglienza”.

L’accoglienza si respira già nel triage medico che è stato organizzato per la presa in carico della donna in dolce attesa.
E’ in quel momento che la signora incontra il medico con cui ha un colloquio. Nell’occasione viene visitata e si apre la sua cartella clinica: in questo momento è di fatto entrata nel percorso assistenziale che le garantirà un’équipe esperta e a sua disposizione, pronta ad accompagnarla nel corso della sua gravidanza fino al giorno del parto.
Così non sarà più lei a preoccuparsi di fissare esami o visite, perché tutto sarà programmato dagli stessi operatori sanitari dell’Ulss.
“Con questo sistema – ha continuato Garbin – sarà possibile anche inquadrare la signora, capire se sarà candidata per un parto fisiologico o un cesareo. Coinvolgerla nei percorsi e informarla in modo che lei stessa si senta protagonista e non viva passivamente il parto”. Fondamentale è nei parti fisiologici il ruolo dell’ostetrica. “Ogni donna – ha aggiunto – ha una ostetrica al suo fianco. Una persona preparata che infonde empatia positiva alla donna, l’aiuta a prepararsi, le dà coraggio, la sostiene sia fisicamente che moralmente. Nei parti fisiologici è l’ostetrica in primo piano e non il medico, il quale però è “dietro la porta”, pronto ad intervenire nel caso in cui dovesse emergere qualche necessità. La donna cioè non si deve mai sentire sola o abbandonata. E’ questo il lavoro che stiamo facendo e da cui stiamo traendo buoni risultati e consensi”.

Numerose le donne che partoriscono nella Ulss 13 si definiscono soddisfatte del servizio offerto. Questa organizzazione ha visto anche maturare i suoi frutti in termini di appropriatezza e “naturalità” del parto. Sono diminuiti i parti cesarei che se prima si attestavano attorno al 30-33%, oggi sono nei due ospedali attorno al 28%. Sono cioè diminuiti nel 2014 di ben 5 punti, ricordando che la media nazionale si aggira attorno ad un 35%.

 

di Alessandro Abbadir

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