Una vita da social, a Spinea scuola di sicurezza sul web con la Polizia

DSC_0155A scuola di web, per capirne rischi e pericoli, insieme alla Polizia di Stato, che farà tappa a Spinea in occasione della 3^ Edizione della Campagna educativa itinerante sui temi dei social network, del cyberbullismo, dell’adescamento online e sull’importanza della sicurezza della privacy, dal titolo ” Una vita da social “.

Dalle ore 08.30 di domani 13 ottobre, a Spinea (VE), nella centrale Piazza Guglielmo Marconi, il Truck, ormai simbolo dell’iniziativa, un autoarticolato allestito ad aula multimediale, ospiterà i giovani visitatori che incontreranno il personale della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni che, con un linguaggio semplice ma esplicito, adatto alle fasce di tutte le età, e con l’ausilio di tecnologie di ultima generazione, illustrerà ai ragazzi come proteggersi dalle insidie del web, quella Rete che oggi attira tantissimo i giovani, e non solo, e può spesso rivelarsi una trappola, una “rete” nella Rete.

Un viaggio virtuale senza pericoli, parlando di social network, di adescamento online, di cyberbullismo, di sicurezza online, di violazione del copyright, di caricamento di contenuti inappropriati e dell’importanza della protezione della privacy altrui e propria, per mettere in guardia gli internauti non solo più indifesi ma anche più incoscienti, che possono trovarsi di fronte tranelli imprevedibili, che non si fanno e, soprattutto, non si sanno riconoscere, come il phishing, l’hackering, truffe, furti di identità.

Insomma, una guida per insegnare ai ragazzi come sfruttare al meglio le potenzialità del web e delle community evitando di adottare comportamenti scorretti che mettano in pericolo sé od altri.
L’iniziativa è diretta anche ai genitori e agli insegnanti che, come educatori, hanno il compito e il dovere di informarsi ed aiutare i ragazzi a proteggersi.

Ci saranno anche tre stand allestiti dalla Questura di Venezia, dalla Polizia Postale e della Polizia Stradale e dedicati ai temi della legalità e del rispetto delle regole.
Testimonial sarà il campione di canottaggio Andrea BEDIN, 39enne veneziano e Presidente del Comitato Veneto FICK (Federazione Italiana Canoa e Kayak).

Quella veneziana è una delle 57 tappe del tour itinerante su tutto il territorio nazionale, che fanno parte dell’imponente iniziativa realizzata dalla Polizia di Stato e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del progetto Generazioni Connesse del Safer Internet Center Italia. Un progetto all’avanguardia, al passo con i tempi delle nuove generazioni, co-finanziato da quest’anno dalla Commissione Europea, riconoscendolo come una delle migliori “best practices“ in Europa.
Ancora una volta le Istituzioni scendono in campo insieme ad Associazioni, Aziende e società civile per un solo grande obiettivo: ”fare in modo che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non avvengano più ”.

I DATI – Secondo una ricerca di Skuola.net, realizzata per la Polizia di Stato, su un campione di circa 4.000 studenti di scuole medie e superiori, 2 studenti su 3 affermano che le proprie competenze digital provengono in tutto o quasi da esperienze di apprendimento extra scolastico. Solo l’8% degli intervistati attribuisce alla scuola un ruolo fondamentale nell’alfabetizzazione informatica.

Da questi dati si evince l’importanza delle attività di formazione e sensibilizzazione che, nell’anno passato, hanno coinvolto una buona fetta ma non la totalità degli studenti. Sempre secondo la ricerca di Skuola.net, il 58% degli studenti, nell’anno scolastico 2014/2015, non ha ricevuto dalla scuola incontri di formazione sull’uso consapevole della rete. La restante parte invece ha potuto usufruire di queste opportunità formative, anche se 1 si 4 ha deciso di non prendervi parte.

Preoccupa in maniera più forte il fenomeno del cyberbullismo: circa 2 ragazzi su 3 ritengono che fenomeni di questo tipo siano in aumento. Infatti la metà di loro ha avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo. Per questo motivo 4 su 5 accoglierebbero con favore incontri con esperti per formare gli studenti all’uso dei social. 

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