Aggressività e rabbia: come gestirle quando si presentano

litigioQuando abbiamo veramente a che fare con una persona aggressiva, e non semplicemente iraconda o “nervosa”? L’aggressivo è un individuo che agisce in maniera diretta a provocare danno fisico o psichico all’altro, con conseguente potenziale limitazione della sua libertà o della dignità, al fine di sopraffarlo. La più estrema espressione dell’aggressività è delineata dalla violenza. Se tentiamo di tracciare un identikit di un soggetto con comportamento aggressivo, la prima componente necessaria di cui dobbiamo tener conto è l’INTENZIONALITA’ di quell’individuo ad arrecare danno; in mancanza di questa non ci sarebbe indice di aggressività.

Mentre non vale la reciproca: è aggressivo anche chi non ferisce nessuno, ma vorrebbe farlo, basti pensare al fatto che qualcuno potrebbe tentare di tirarmi un sasso addosso, ma senza colpirmi per puro caso. Altra caratteristica del comportamento di tipo aggressivo la possiamo identificare nelle persone che si intromettono nelle scelte altrui (ben più che semplici “impiccioni”), oppure quelli con un temperamento di tipo esplosivo, imprevedibilmente ostile e irato (che impaurisce preventivamente chi li conosce, e tenta costantemente di non farli arrabbiare).

Alcuni pensano che aggressivi lo si sia per istinto, per natura, e quindi lo considerano come fattore presente sin dalla nascita. D’altro canto, va considerato che il comportamento aggressivo è nella natura umana, perchè permette un adattamento molto più funzionale alla sopravvivenza della specie nell’ambiente in cui vive, grazie ad una selezione naturale, in cui la trasmissione dei geni alla generazione successiva (tra cui anche quello dell’aggressività) avverrebbe attraverso la trasmissione naturale. Altre scuole di pensiero considerano invece l’aggressività come una risposta emotiva ad un evento frustrante, seppur recentemente sia stata considerata la frustrazione una condizione necessaria ma non sufficiente per scatenare un comportamento di tipo aggressivo.

L’aggressività, da un punto di vista psicologico, può essere trattata come una variante della rabbia. Elementi connotanti condotte aggressive verrebbero ricercati all’interno di tutte quelle situazioni di dolore, malessere e dispiacere a cui un individuo può andare incontro durante il percorso di vita ed evoluzione, creando una sorta di collegamento- spiegazione tra rabbia e vissuti negativi, pur senza mai arrivare alla giustificazione. Ma l’aggressività si può anche apprendere, per esempio in famiglia: gli aggressivi spesso hanno osservato (o vissuto) a lungo la rabbia e l’aggressività altrui, oppure averla introiettata indirettamente, ad esempio attraverso i mass-media; l’apprendimento di questo tipo crea le basi su cui l’aggressivo si appoggia e richiama, in determinati momenti, come degli schemi.

I soggetti, quindi, che avrebbero assistito con maggior frequenza ad eventi reali o simulati di violenza, avrebbero una più alta probabilità di utilizzare un copione appartenente al comportamento aggressivo; Resta di fondamentale importanza l’approccio corretto del terapeuta, proprio nell’individuare gli schemi aggressivi appresi nel tempo e farli dismettere nella prassi quotidiana, con ottimi risultati.

Dott.ssa Michela Morin – psicologa clinica e di comunità – via Caldevezzo 17/A, 35028 – Piove di Sacco (PD) – Sito internet: www.michelamorin.it
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