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Chiude il Gal “Antico Dogado”, dal 2002 si occupava di sviluppo del territorio

v640x480_CampagnaLupia_Idrovora_ConsorzioAcqueRisorgiveChiude il Gal “Antico Dogado” e il territorio dice addio allo sviluppo delle aree rurali. Oltre un centinaio i progetti finanziati solo nell’ultima programmazione 2007-2013, con l’assegnazione di risorse per quasi 5 milioni di euro che hanno movimento oltre 10 milioni di euro di investimento totale. Un volano economico senza pari per questa area geografica.

La Corte Benedettina e le scuderie di Correzzola, il Casone Azzurro di Arzergrande, la Villa Foscarini Erizzo e il nuovo museo Gesta di Pontelongo, la Loggetta di Candiana: sono solo alcuni dei beni del patrimonio artistico che solo grazie a questi finanziamenti è stato possibile recuperare. Per non parlare anche dei tanti privati che grazie ai finanziamenti hanno potuto riconvertire fatiscenti casolari e tenute agricole in agriturismi, b&b, fattorie didattiche e aziende biologiche. Insomma si tratta di un brutto colpo per l’economia locale che vede svanire di punto in bianco ciò che di buono era stato seminato in tredici anni di attività. L’ennesima batosta per un territorio già ai margini, ora privato anche dell’unica struttura organizzata e funzionante capace di offrire sviluppo, sostegno e promozione turistica e culturale.

Associazione senza fini di lucro, l’Antico Dogado dal 2002 si occupava dello sviluppo rurale del territorio della Laguna Sud veneta e del suo entroterra attraverso il recepimento a livello locale di iniziative comunitarie, nazionali e regionali in materia di Sviluppo Rurale, tradotte sino ad ora in decine di misure a favore dei Comuni, delle aziende agricole, dell’ambiente, del turismo rurale e del recupero del patrimonio edilizio rurale. Con i suoi trenta soci (pubblici e privati) rappresentava un’area di 800,55 Kmq (e 148 mila abitanti) distribuita su tredici comuni, sette padovani (Arzergrande, Bovolenta, Candiana, Codevigo, Correzzola, Pontelongo e Terrassa Padovana) e sei veneziani (Chioggia, Cavarzere, Cona, Campolongo Maggiore, campagna Lupia e Mira).

Decisiva la scelta della Regione di tagliare il numero dei Gal veneti (ridotti da 14 a 9) e soprattutto di escludere dalla nuova programmazione 2 0 1 4 – 2 0 2 0 quelli a carattere interprovinciale. “Una scelta assurda quella della Regione – esordisce il presidente dell’Antico Dogado, Iacopo Giraldo – che ha fissato sulla carta dei limiti territoriali in un momento in cui ovunque si parla invece di eliminare le provincie e istituire le città metropolitane”. “L’amarezza è grande – continua – perché eravamo il Gal da più tempo in attività e il solo interprovinciale, oltre ad essere l’unico con un avanzo di gestione, frutto di una gestione oculata delle risorse assegnate e capace di fare economie di scala”.

“Una perdita dovuta anche a una scarsa volontà politica a livello locale – aggiunge polemico, – mi batterò comunque perché in fase di liquidazione almeno le risorse già assegnate rimangano nel territorio”.
di
Alessandro Ceserato

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