Codice della strada: guida in stato di ebbrezza

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Guidare un autoveicolo in condizioni psicofisiche non ottimali, oltre che un grave violazione di legge,  rappresenta un grave pericolo per sé e per gli altri. La legge italiana, con l’art.186 del codice della strada, individua un limite legale del tasso di presenza di alcool nel sangue, oltre il quale, al di là della effettiva condizione del conducente, si viene considerati in ‘stato di ebbrezza’ e quindi puniti, in maniera graduale in relazione all’entità di tale tasso alcolemico.

La soglia consentita è quella di 0,5 grammi/litro, oltre la quale e fino a 0,8 g/l si incorre in una sanzione amministrativa da 531 a 2.125 euro e si va incontro alla sospensione della patente da 3 a 6 mesi, sanzioni applicate dal Prefetto; dagli 0,8 in su la violazione diviene reato per cui la pena  viene applicata dal Tribunale mediante un procedimento penale. Fino a 1,5 g/litro e si è puniti con una multa che varia da 800 a 3.200 euro e arresto da cinque giorni  fino a un massimo di 6 mesi, a cui vanno sommati la sospensione della patente da 6 mesi a un anno con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia; oltre gli 1,5 g/litro la pena è ancora più grave, infatti è prevista una sanzione da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da 6 mesi a un anno, la sospensione della patente da uno a due anni con ritiro immediato (su strada) e applicazione della sospensione cautelare prefettizia, sequestro del veicolo salvo che il veicolo non sia intestato a una terza persona.

In quest’ultimo caso la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Inoltre è prevista un’aggravante (che comporta l’applicazione, sulla pena base, di un aumento fino a 1/3), nello specifico dagli artt. 589 e 590 del codice penale,  in caso di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi o gravissime causate da un soggetto in stato di ebbrezza alcolica. Il tasso alcolemico viene accertato attraverso alcooltest (apparecchi portatili). In caso di incidente o comunque di cure mediche, gli accertamenti possono essere effettuati da strutture sanitarie.

Il rifiuto di sottoporsi a tali accertamenti è punito con le pene già previste per la fattispecie più grave (oltre 1,5 g/l). Essendo l’accertamento del tasso alcolemico un atto non ripetibile, è obbligatorio che gli agenti accertatori diano l’avviso della facoltà, per il presunto trasgressore, di farsi assistere da un avvocato, pena l’inutilizzabilità dell’accertamento stesso (Cass. S. U. penali, 5.2.2015 n.5396).

 

Avv. Piero Gallimberti
PEC: piero.gallimberti@venezia.pecavvocati.it

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