La mediazione e la conciliazione fiscale

mediazione fiscaleL’avviso di accertamento è l’atto con cui il fisco notificata formalmente la contestazione al contribuente. Una volta ricevuto l’avviso il contribuente se ritiene infondata la contestazione può chiedere di accedere alla mediazione oppure fare ricorso al giudice tributario; si può addirittura pagare le somme richieste beneficiando di una riduzione delle sanzioni ad un terzo riducibili ulteriormente ad un sesto del minimo a determinate condizioni.
Nelle controversie con il fisco vale un principio generale: se il valore della lite non supera i 20.000 euro, prima di finire davanti al giudice, è comunque obbligatorio tentare la cosiddetta mediazione tributaria. Ciò per tutti gli atti notificato a partire dal 1° aprile 2012, tra cui: avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, provvedimenti che comportano sanzioni, iscrizione a ruolo delle somme. Non possono, invece, essere oggetto di mediazione, tra gli altri, le liti di valore superiore a 20.000 euro e di valore indeterminabile, gli atti che non sono stati emessi dall’Agenzia delle entrate e quelli notificati prima del 1° aprile 2012, le cartelle esattoriali e gli atti degli agenti della riscossione.
Dal punto di vista burocratico, la domanda di mediazione va effettuata insieme al ricorso al giudice tributario e notificata all’ufficio competente: in questo modo, se la mediazione non dovesse andare a buon fine, si procede con il giudicio. Ricorrere alla mediazione può rivelarsi una mossa utile per il contribuente, perché viene applicata in automatico una riduzione della sanzione del 60%. Inoltre, l’esito della mediazione potrebbe anche prevedere uno “sconto” sulla somma da pagare a saldo dell’imposta dovuta al fisco.
Se la mediazione non va a buon fine, la parte che poi perde la causa davanti al giudice sarà condannata a pagare il 50% in più delle spese, come rimborso delle precedenti spese di mediazione. A processo in corso, si può comunque tentare la conciliazione, quale ultima spiaggia per la risoluzione bonaria della lite. Quest’ultima può essere avviata sia su iniziativa delle parti sia dallo stesso giudice. In caso la conciliazione vada a buon fine, il pagamento del debito da parte del contribuente deve avvenire entro 20 giorni dalla data del verbale di conciliazione, con una diminuzione del 60% delle sanzioni previste.

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