Latte, la protesta di Coldiretti continua nei supermercati

mestre latte1Continua senza sosta la mobilitazione degli allevatori in quella che ormai è stata ribattezzata “la guerra del latte”. Gli allevatori padovani hanno organizzato insieme ai colleghi del Veneto una vera e propria stalla all’Ipercoop di Mestre proprio per spiegare a chi fa la spesa ogni giorno i motivi di questa azione così eclatante, mentre un’altra delegazione continua a presidiare lo stabilimento della Lactalis lodigiana.

Stamattina gli agricoltori hanno incontrato i consumatori all’ingresso dei supermercati. Sono padovani molti dei formaggi e del latticini presentati ai cittadini per dimostrare il risultato del “vero” latte che esce ogni giorno dalle stalle italiane. Obiettivo della manifestazione era sensibilizzare i consumatori sulle vicende della produzione lattiero casearia Made in Italy compromessa da importazioni di prodotti stranieri e da uno scarso riconoscimento del valore sul mercato.

A rimetterci, in questa guerra del latte, sempre più spesso straniero, sono i produttori, che vengono sottopagati rispetto alle spese sostenute in allevamento, e i consumatori, che, oltre a non sapere cosa acquistano, pagano un conto salato. “In Italia il latte fresco viene pagato dai consumatori oltre il 30 per cento in più rispetto alla Germania e il 20 per cento in più rispetto alla Francia – spiega Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova –. I prezzi moltiplicano quattro volte ma i centesimi pagati agli agricoltori rimangono sempre troppo pochi. Intanto ogni giorno assistiamo all’invasione di prodotti stranieri che invadono i nostri mercati, spesso spacciati per italiani, a danno dei nostri allevamenti ma anche di milioni di famiglie. Abbiamo portato davanti al supermercato le nostre vacche, il nostro latte e i nostri formaggi proprio per far capire ai cittadini quale patrimonio rischiamo di perdere. Tutto a causa di una manciata di centesimi che le multinazionali non vogliono riconoscere”.

Sempre alcune decine di allevatori di allevatori padovani hanno dato man forte, nel corso della nottata, all’assedio davanti allo stabilimento della Lactalis a Lodi. “Non intendiamo accettare ricatti o compromessi- aggiunge Miotto – L’industria ha deciso unilateralmente di tagliare i compensi per il latte alla stalla di oltre il 20 per cento rispetto allo scorso anno, proponendo accordi capestro che fanno riferimento all’indice medio nazionale della Germania, con una manovra speculativa ingiustificata e quindi inaccettabile. E’ a rischio il settore lattiero caseario insieme alla qualità e alla specificità del latte di casa nostra”.

Sono oltre 40.000 le vacche da latte allevate e 2.166.000 i quintali di latte prodotto ogni anno. In media quasi 3.900 quintali per ciascuna stalla. Il latte viene in stragrande maggioranza destinato, proprio per la sua elevata qualità, alla produzione dei formaggi veneti a marchio Dop come il Grana Padano, l’Asiago e il Montasio. Ogni giorno i nostri allevatori producono latte di qualità a fronte di notevoli sacrifici e “non possono essere “ricompensati” con una perdita che arriva ai 7 centesimi per ogni litro di latte che esce dalle stalle”.

Una caratteristica distintiva della produzione lattiero-casearia italiana è la sicurezza alimentare e la qualità che esprime le nostre stalle sono le più controllate al mondo (in media un controllo, diretto o in auto controllo, settimanale) e offrono un latte dalle elevate caratteristiche nutrizionali. Per quanto riguarda invece la qualità, è da sottolineare come oltre il 45% delle nostre produzioni serve a realizzare i migliori formaggi del mondo la cui qualità e distintività e strettamente legata alla produzione di latte dei nostri territori. L’intera filiera genera un valore di 28 miliardi di euro al consumo – conclude la Coldiretti – con quasi 180mila occupati.

“Non permetteremo a nessuna multinazionale di compromettere un simile patrimonio. – conclude Miotto – Oggi abbiamo avuto la conferma che non siamo soli e che i consumatori sono al nostro fianco in questa battaglia per il prezzo giusto, per la trasparenza, per un mercato senza trucchi e inganni”.

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