martedì, 28 Giugno 2022

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    Lavoro, primi spiragli di ripresa nel basso veneziano

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    lavoroLavoro, primi spiragli dopo un settennio disastroso. Il 2015, dal punto di vista occupazionale, è iniziato sotto i migliori auspici e i dati diffusi dai centri per l’impiego confermano un’inversione di tendenza positiva. Migliora, infatti, il saldo occupazionale registrato nei comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona. Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2015, nei tre comuni si sono registrate, complessivamente, per i dipendenti (esclusi quindi gli autonomi), 6.165 assunzioni mentre, nello stesso periodo, le cessazioni sono state 4.080, facendo risultare un saldo occupazionale positivo pari a 2.085 unità. Nello stesso periodo dell’anno scorso, il saldo era pari a 1.900 unità (5.425 assunzioni contro 3.525 cessazioni).

    Dal 2008 il saldo occupazionale era progressivamente calato e, solo nel 2013, era iniziata a verificarsi una leggera inversione. Che si è confermata quest’anno. Le assunzioni, nei primi sei mesi di quest’anno, in particolare prendendo in esame il Centro per l’impiego di Chioggia, hanno addirittura superato quelle dello stesso periodo del 2008 (4.995 contro 4.375). La situazione di Cavarzere, invece, non fa entusiasmare, e rimane pressoché in linea con gli anni precedenti. Risalita invece a Cona, dove si è registrato un balzo in avanti delle assunzioni.

    Tornando al Cpi di Chioggia, quest’anno si possono apprezzare più assunzioni nel settore dei servizi, con 4.550 avvii (nel 2008 erano 4.060) e nel settore dell’industria, con 820 assunzioni, in leggero aumento rispetto agli ultimi anni, anche se ancora lontane dalle 1.185 del 2008. Fotografia molto diversa per l’agricoltura, che dai dati dei centri per l’impiego ha registrato un aumento degli occupati, anche nel periodo di crisi. Chioggia, Cavarzere e Cona, comunque, pagano ancora il prezzo della carenza di investimenti privati che, nonostante gli annunci, sono ancora assai poco rilevanti.

    Nel Clodiense, in particolare, l’economia si basa ancora molto sulla pesca, su cui ancora puntano moltissimi giovani, magari ereditando il mestiere dei genitori. La flotta peschereccia, d’altronde, rimane consistente, anche se non si arresta il trend negativo iniziato verso la fine degli anni Novanta. Se nel 1995, infatti, la flotta era composta complessivamente da 475 imbarcazioni, nel 2015 sono scese a 209 unità, meno della metà del 1995. Tornando ai dati relativi all’occupazione, nonostante i timidi segnali di ripresa, il tasso di disoccupazione nella Provincia di Venezia resta ancora elevato.

    Il tasso complessivo registrato nel 2014, infatti, è pari al 9,4%, contro il 3,5% del 2008. Bisognerà attendere il prossimo anno per sapere com’è andato il 2015. Nel frattempo la città non può che puntare ad incentivare i suoi settori chiave: il turismo, la pesca e l’agricoltura. D’estate la forza lavoro viene assorbita in maniera ottimale dal settore turistico, che dà lavoro anche ai giovanissimi. Ma nel periodo invernale la disoccupazione torna a livelli stellari, nonostante le potenzialità siano vertiginose. In altri termini, anche d’inverno Chioggia potrebbe mostrare i muscoli, ma non lo fa, perché nessuno ha ancora creduto in uno sviluppo complessivo, partendo proprio dal turismo. La speranza, però, non è ancora scemata.

     

    di
    Andrea Varagnolo

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