Limena, nel 2016 investimenti in opere pubbliche per 2 milioni

limenaLa sistemazione di strade e marciapiedi (250 mila euro), l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico della scuola elementare Manzoni (462.215), la realizzazione della pista ciclabile in via Braghetta, (500 mila), la realizzazione della piazza tra le due barchesse (950 mila), l’ampliamento del Distretto sanitario (250 mila) e il rifacimento del percorso ciclopedonale La Peschiera (250 mila). Sono queste le opere pubbliche inserite nel Piano triennale e relative al 2016, presentate ed approvate dalla Giunta comunale il 20 ottobre scorso.

“Viabilità e scuole ancora in primo piano nel nostro programma, per un investimento di 2,66 milioni di euro – commenta il Sindaco Giuseppe Costa – che abbiamo previsto di coprire con stanziamenti di bilancio per quasi 1,8 milioni di Euro derivanti per lo più da alienazioni, e da contributi”.

E proprio l’arrivo dei contributi potrebbe essere l’elemento che impedisce l’avvio dei lavori.

“Nel 2015 avevamo previsto circa 2 milioni di Euro di opere pubbliche – spiega l’Assessore Stefano Tonazzo – l’intervento agli edifici scolastici della Manzoni e della Beato Arnaldo, i lavori sul Melograno, la manutenzione di strade e marciapiedi. Di questi427 mila euro dovevano essere finanziati con contributi da parte di Enti superiori, Regione e Provincia. Soldi ‘virtuali’, promessi con tanto di carte bollate, ma mai arrivati”.

Proprio per quest’anno Limena ha toccato il punto più basso per quanto riguarda la realizzazione di opere pubbliche, spendendo 250 mila euro a fronte dei 750 mila del 2014. Sono stati realizzati i lavori per il micronido il Melograno, coperti con fondi propri, in attesa dei 50 mila Euro promessi dalla Regione. Ma non sono stati aperti altri cantieri per i quali poi non ci sarebbero state le coperture. “Un azzardo fatto in passato – commenta Costa – Abbiamo effettuato i lavori alla Scuola Petrarca, 300 mila euro di spesa che dovevano essere completamente finanziati dalla Regione. Soldi mai arrivati. Non vogliamo più farlo: il rischio è quello di far lavorare ditte e di non poterle pagare. E noi non lo vogliamo. Ecco perché in questi mesi, nonostante un ingente programma di opere, ci siamo visti obbligati ad effettuare solo gli interventi di emergenza, quelli di manutenzione straordinaria, coperti con i nostri (pochi) fondi”.

La situazione non sembra poter migliorare. Probabilmente la Regione dirotterà i finanziamenti promessi per finanziare le opere di sicurezza idraulica, la cui urgenza non è certo in discussione. Ma questo pone gli Amministratori in una situazione di grande incertezza: non esiste sicurezza che i soldi promessi arrivino e, se mai arriveranno, non se ne conoscono i tempi. A questo si aggiunge la contrazione delle altre entrate che vanno a comporre le risorse comunali.

Lascia un commento