Marzenego, tutto pronto per la riqualificazione

assemblea contratto di marzenego noale A breve si avrà un quadro più chiaro sul futuro del fiume Marzenego. Infatti, per novembre sarà costituito l’atto formale per riqualificare l’intero corso d’acqua. Dopo più di un anno di lavoro si è arrivati al dunque per condividere le scelte future per migliorare l’ambiente, il paesaggio e la qualità della vita del territorio. L’idea è portata dal consorzio di bonifica Acque Risorgive, ma ci hanno lavorato anche i Comuni, le università, le categorie e le associazioni, uniti per ridare lustro al Marzenego da un punto di vista non solo ambientale, ma anche paesaggistico e per rigenerarlo sotto il profilo socio-economico.

Il Marzenego nasce in provincia di Treviso nel comune di Resana e scorre in direzione sud est per 45 chilometri attraverso i territori di Piombino Dese, Trebaseleghe, Noale, Salzano, Martellago e Venezia, per sfociare in Laguna non distante dall’aeroporto di Tessera. In antico, l’ultimo tratto era noto anche come flumen de Mestre o semplicemente Mestre e sfociava tra numerose anse in località. Il suo bacino idrografico interessa pure Scorzè, Loreggia, Resana, Massanzago e Camposampiero, riguarda una superficie di 6.378 ettari densamente urbanizzati, con le caratteristiche tipiche della bassa pianura veneta. Tutto questo è inserito all’interno di un Piano d’azione. Tra le 62 cose da fare in futuro e che sono emerse in questi mesi di lavoro, ci sono l’aggiornamento del quadro conoscitivo del fiume e predisporre dei progetti per la parte idraulica, a carico di Acque Risorgive, e per la fruibilità integrata, redatto dall’Università di Architettura di Venezia e dai Comuni. Inoltre sarà aggiornato il piano delle acque. Saranno tolti quei manufatti che interrompono gli argini, monitorati l’ambiente, le specie ittiche e la fauna. “

L’atto formale – spiega il presidente del Consorzio, Francesco Cazzaro – sarà firmato da tutti i soggetti che hanno aderito al processo di partecipazione del contratto di fiume, uno strumento, lo ricordo, di riqualificazione ambientale, paesaggistica e di rigenerazione socio-economica del sistema fluviale, che siamo tra i primi in Italia a sperimentare”. Il contratto di fiume permette di attuare in modo concreto le disposizioni dell’Unione Europea, che indicano agli stati membri di raggiungere gli obiettivi strategici alla scala del bacino idrografico e degli ambiti territoriali omogenei. Le leggi nazionali e regionali che recepiscono queste direttive invitano a produrre e aumentare una proposta integrata e condivisa di sviluppo locale, condizione necessaria per ottimizzare i finanziamenti disponibili, e attrarre nuove risorse.

Alessandro Ragazzo

Lascia un commento